Depressione, un'eredità materna e tra donne. Cosa cambia nella "maternità surrogata"

29 gennaio 2016 ore 9:47, Andrea De Angelis
Chi l'ha detto che l'ansia e l'aggressività dipendono solo da fattori esterni? "Colpa dello stress", dicono in molti, ma forse è un tentativo come un altro di non affrontare a pieno il problema. Anche perché il dato che vi andiamo a presentare indica come simili disagi e comportamenti possano avere origini decisamente più profonde e interne, legate addirittura all'ereditarietà.

Tutto partirebbe, dunque, addirittura da quando eravamo nella pancia della mamma. Lei ci ha donato la vita e sempre lei potrebbe averci trasmesso anche quello stato d'ansia e quell'essere un po' aggressivi che ci perseguitano. Insomma, dietro alla depressione potrebbe nascondersi un fattore ereditario. 
Secondo uno studio della California infatti la depressione è una prerogativa femminile che si trasmette per via materna e ciò dipende da un circuito responsabile delle emozioni e dei cambiamenti di umore che viene tramandato.
Depressione, un'eredità materna e tra donne. Cosa cambia nella 'maternità surrogata'
Lo studio condotto dalla dottoressa Fumiko Hoeft dell'Università della California, pubblicato sul Journal of Neuroscience, spiega: "Sono molti i fattori ad avere un ruolo nella depressione come i geni non ereditati dalla madre, l’ambiente sociale e le esperienze di vita, solo per citarne tre. La trasmissione madre-figlia è solo una parte di tutto questo”.
Per giungere a queste conclusioni,  i ricercatori hanno analizzato l'attività cerebrale nei componenti di decine di famiglie utilizzando la tecnica della risonanza magnetica. Messi a confronto tra loro, dai dati analizzati è emerso che i risultati di questi esami hanno permesso di scoprire che il volume di materia grigia del sistema limbico di madri e figlie mostrava analogie evidenti, mentre la stessa cosa non si verificava con i figli maschi, né con il padre e i figli di qualunque sesso fossero.

Già da tempo era noto che alcune emozioni e stati d'animo, comprese quelle oggetto della ricerca, si "trovassero" nel sistema limbico, così come era importante il fattore legato all'ereditarietà. Questa prerogativa però tutta femminile è una novità e gli scienziati sono già a lavoro per cercare di comprendere in che modo la genetica, le condizioni prenatali e postnatali influenzino tale ereditarietà delle strutture cerebrali. Per farlo, i ricercatori stanno già esaminando famiglie in cui i figli sono stati concepiti tramite fecondazione omologa, tramite fecondazione in vitro con ovodonazione e in caso di maternità surrogata con impianto degli ovuli della madre biologica. 
"In caso di donazione degli ovociti, non vi è alcun input genetico materno, ma vi è l’influenza materna prenatale e post-natale", ha spiegato Hoeft. "Nei casi di maternità surrogata gestazionale, vi è l’influenza genetica e postnatale della madre biologica, ma nessun input prenatale. Infine, con la fecondazione in vitro omologa, ci sono influenze materne genetiche, prenatali e postnatali. Il confronto di questi tre gruppi ci permette di controllare i potenziali effetti della procedura della fecondazione in vitro", ha aggiunto. 
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