Il pesce scorpione sbarca in Sicilia, ma le specie "immigrate" sono tante

29 marzo 2017 ore 17:24, intelligo
I nostri mari sempre più caldi, sempre più africani. E così in Sicilia è sbarcato anche il pesce scorpione. E non è l'unico. Le specie animali che popolano il mare infatti sono diventate nel tempo sempre di più e sempre diverse. Quella del pesce scorpione è solo quella che fa più paura. L'allarme infatti è stato lanciato dal team di ricercatori di Ispra, Cnr e dell’American University di Beirut che ne ha documentato l’osservazione sulla rivista BioInvasion Records.

Il pesce scorpione sbarca in Sicilia, ma le specie 'immigrate' sono tante
Ovviamente il pesce appartiene a una specie tropicale più adatta finora al Mediterraneo orientale, ma che con i cambiamenti climatici e l'inquinamento delle acque forse, ha deciso di dirigersi verso lidi (o meglio acque) più sconosciute a lui.  Il pesce velenosissimo era stato avvistato nelle acque tunisine dall'Ispra prima, e ora è stato scoperto riserva naturale di Vendicari, in Sicilia. Lo studio, pubblicato dalla rivista Bioinvasion Records ragguaglia: "Considerata la potenziale invasività e pericolosità della specie, chiunque abbia catturato o avvistato un pesce scorpione è invitato a fare una foto e segnalarel'osservazione all'indirizzo: alien@isprambiente.it. E' disponibile anche un gruppo Facebook chiamato 'oddfish' sul quale condividere osservazioni di specie esotiche con utenti del mare e ricercatori", segnalano all'Ispra. La sede Ispra di Palermo è raggiungibile anche ai numeri di telefono 091/6114044-7302574.
Ma non è l'unico pesce nuovo nel Mediterraneo che sta cambiando anche colore oltre ad essere più caldo: in alcune spiagge laziali ha iniziato a formarsi una strana schiuma giallastra sulla superficie del mare. A Mondello, in Sicilia, l’acqua turchese è diventata verde. Cambia così anche l’ecosistema marino. Ci sono pesci marini tipici che stanno nuotando lontano, e ci sono nuovi organismi marini che stanno arrivando. 
A giudicare dai rilievi dell’Arpa, l’anomalia non sempre è legata all’inquinamento delle acque. Ma piuttosto ad un’anomala “fioritura algale”, anch’essa dovuta alle elevate temperature del mare. 
Lo sviluppo delle specie tropicali è già iniziato negli anni '70 quando nell'Adriatico venne introdotta la specie Crassostrea gigas, l’ostrica portoghese, che attualemente ha soppiantato l’Ostrea edulis, l’ostrica autoctona. Poi ci sono i "pesci del genere Siganus" chiamati anche brucatori, che sono le capre del mare. Di Pesci Palla, per esempio, nel sono stati pescati nel Golfo di Gaeta e in quello di Napoli. Poi ci sono poi le meduse, ed una in particolare, la cubomedusa. Riportava il Messaggero il 25 febbraio 2014: «È una specie oceanica che ormai da qualche anno si è stabilizzata nei nostri mari - spiega l'esperto - Produce tossine che provocano un forte shock anafilattico. Io stesso ne ho fotografata una al largo di Sperlonga. Il nostro lavoro è quello di studiarli e capire se il loro dna si sta modificando per

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