Gelataio italiano ucciso da un'influenza in Germania: "Mi tormenta"

29 settembre 2015, Marta Moriconi
Gelataio italiano ucciso da un'influenza in Germania: 'Mi tormenta'
Pensava di avere l'influenza e scriveva su Facebook rivolgendosi a quel malessere: "Vattene via!". Ma dopo venerdì sera Alberto Polese, 23 anni, che viveva ad Ansbach, in Germania, professione gelataio, non si è più ripreso.

Sabato mattina è morto nel suo letto e se ne è accorta la collega Antonella Spolaore, la responsabile padovana della gelateria il “Cafè Doge” dove lui lavorava e dove viveva avendo una stanza a sua disposizione nello stabile.

Alle 9 non è mai arrivato.

Così la scoperta del ragazzo immobile nel letto, cadavere. A nulla sono serviti i soccorsi. L'Italia e la Germania perdono un ragazzo d'oro, dal 2010 faceva parte della squadra della protezione civile di Cadoneghe, "un ragazzo splendido" lo definisce Sergio Zampieron della squadra di Cadoneghe.

Sono partiti gli accertamenti e si parla di collasso cardiaco dovuto all’influenza. Probabilmente ci sarà un'autopsia da decidere entro e non oltre la giornata di oggi.

Scriveva il 23enne su Fb: "È da martedì che mi tormenta"...

Tante le voci che si sono alzate a suo favore. 

Da Marco Brucoli, suo amico del cuore, che parla dei sintomi che accusava e di cui si lamentava: "Aveva febbre, vomito e dissenteria, i sintomi di un banale raffreddamento, che ha cercato di curare con i classici farmaci".

Poi quel racconto degli amici che parlano di un ragazzo che si è mosso per difendere una ragazza "da atteggiamento molesti".

“Panda” non ce l'ha fatta, come veniva soprannominato, colpa dei motori la sua grande passione: "Facevamo parte della stessa scuderia, la Ritmolandia Italia, in più lui era anche iscritto al Veneto Rally Club. Possedeva diverse auto d’epoca e solo due settimane fa, tornato per qualche giorno dalla Germania, era venuto da me in edicola a comprare delle riviste sulle automobili", dice l'edicolante amico Ettore Toniato. La tragedia è davvero inspiegabile per tutti, tanto più che avrebbe fatto una visita sportiva non troppo prima di morire, quella a cui ci si sottopone per fare da navigatore nei rally.

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