Alzheimer, scovato il meccanismo d'innesco della malattia e l'arma-cicoria

03 aprile 2017 ore 11:49, intelligo
La cicoria potrebbe offrire una svolta nella lotta contro l'Alzheimer. Lo ha stabilito uno studio pubblicato su The FASEB Journal, che ha effettuato esami sui topi scoprendo gli effetti benefici per la riacquisizione della memoria forniti dalle proprietà contenute nelle foglie di cicoria. I topi trattati con acido cicorico infatti hanno mostrato una migliore memoria nei test comportamentali, rispetto ai roditori che non avevano ricevuto il composto.
A detta dei ricercatori l’acido cicorico potrebbe proteggere da disturbi della memoria indotta da lipopolisaccaridi (LPS). Si tratta di molecole che sono state collegate a danni delle cellule cerebrali attraverso stress ossidativo e neuroinfiammazione. In particolare l’acido cicorico ha diminuito l’accumulo di proteine beta-amiloide indotte dal trattamento LPS. Le proteine beta-amiloide sono note per formare “placche” nelle cellule del cervello e sono considerate un precursore al morbo di Alzheimer. 
Alzheimer, scovato il meccanismo d'innesco della malattia e l'arma-cicoria

LA MALATTIA
La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante con esordio prevalentemente in età presenile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca precedente). Si stima che circa il 60-70% dei casi di demenza sia dovuta a tale condizione.
Il sintomo precoce più frequente è la difficoltà nel ricordare eventi recenti. Con l'avanzare dell'età possiamo avere sintomi come: afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, depressione, incapacità di prendersi cura di sé, problemi nel comportamento. Ciò porta il soggetto inevitabilmente a isolarsi nei confronti della società e della famiglia. A poco a poco, le capacità mentali basilari vengono perse. Anche se la velocità di progressione può variare, l'aspettativa media di vita dopo la diagnosi è dai tre ai nove anni. La patologia è stata descritta per la prima volta nel 1906, dallo psichiatra e neuropatologo tedesco Alois Alzheimer. Nel 2006 vi erano 26,6 milioni di malati in tutto il mondo e si stima che ne sarà affetta 1 persona su 85 a livello mondiale entro il 2050.
La causa e la progressione della malattia di Alzheimer non sono ancora ben compresi. La ricerca indica che la malattia è strettamente associata a placche amiloidi e ammassi neurofibrillari riscontrati nel cervello, ma non è nota la causa prima di tale degenerazione. Attualmente i trattamenti terapeutici utilizzati offrono piccoli benefici sintomatici e possono parzialmente rallentare il decorso della patologia; anche se sono stati condotti oltre 500 studi clinici per l'identificazione di un possibile trattamento per l'Alzheimer, non sono ancora stati identificati trattamenti che ne arrestino o invertano il decorso.Circa il 70% del rischio si ritiene sia genetico con molti geni solitamente coinvolti. Altri fattori di rischio includono: traumi, depressione o ipertensione. Il processo della malattia è associata a placche amiloidi che si formano nel SNC.

L'ULTIMA SCOPERTA
All'origine della malattia secondo uno studio italiano ci sarebbe la morte della parte di cervello che produce la dopamina, un neurotramettitore fondamentale per alcuni meccanismi di comunicazione tra i neuroni. 
La scoperta, pubblicata stamattina su Nature Communications, è di un gruppo italiano della fondazione IRCCS Santa Lucia, del Cnr di Roma e dell'università Campus Bio-Medico.
"Abbiamo effettuato un'accurata analisi morfologica del cervello - spiega Marcello D'Amelio, professore associato di Fisiologia Umana e Neurofisiologia all'università Campus Bio-Medico di Roma, coordinatore dello studio - e abbiamo scoperto che quando vengono a mancare i neuroni dell'area tegmentale ventrale, che sono quelli che producono la dopamina, il mancato apporto di questo neurotrasmettitore provoca il malfunzionamento dell'ippocampo, anche se le cellule di quest'ultimo restano intatte".

I BENEFICI DELLA CICORIA
Gli scienziati stanno lavorando per sviluppare un farmaco efficace contro l'Alzheimer partendo proprio dall'acido cicorico contenuto nella cicoria, ma consigliano prima di tutto di inserirla insieme a molte altre verdure nelle proprie abitudini alimentari.
La cicoria infatti possiede tanti altri benefici. Stimola la concentrazione, aiuta a combattere la sonnolenza, ha potere lassativo, stimola l’attività di pancreas e fegato. Grazie alle sue proprietà aiuta a regolare la quantità di glucosio e di colesterolo nel sangue; è dunque un alimento particolarmente prezioso per chi soffre di diabete o colesterolo alto. 
La cicoria contiene cicorina, inulina, colina, tannino, amido, sali minerali e vitamine, tutte sostanze molto utili all’organismo, grazie alle quali questo vegetale vanta proprietà astringenti, toniche, disinfettanti e disintossicanti.
La cicoria, inoltre, favorisce il funzionamento della cistifellea e dei reni e stimola la digestione. Gli impacchi fatti con il decotto di cicoria aiutano a lenire le irritazioni cutanee. La cicoria, infine, è considerata un vero toccasana per l’acne.

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autore / intelligo
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