Coca-Cola "al caffè", ritirato un lotto a Caserta: analisi choc e tante scuse

03 giugno 2017 ore 11:22, Americo Mascarucci
Il Ministero della Salute ha ordinato il richiamo di un lotto di Coca Cola, in special modo quello contrassegnato dal codice 170329863M con data di scadenza al 28 settembre 2017. Il prodotto sarebbe infatti risultato troppo denso e con un sapore sgradevole. Le analisi di laboratorio avrebbero evidenziato l’eccessiva presenza di caffeina, acido fosforico e solfitim e c'è pure il timore che il lotto possa contenere anche alte concentrazioni di allergeni non dichiarati dagli effetti collaterali imprevisti.
Coca-Cola 'al caffè', ritirato un lotto a Caserta: analisi choc e tante scuse

COMPOSIZIONE - La composizione viene indicata sull'etichetta della bevanda. Gli ingredienti sono elencati in ordine di peso, tuttavia la Coca Cola Company, come la maggior parte delle aziende alimentari, non ha reso pubbliche le proporzioni esatte degli ingredienti né la ricetta. Comunque di norma la Coca Cola è composta di: 
Acqua
Anidride carbonica
Zucchero (solitamente sciroppo di glucosio, ma diversi dolcificanti possono essere utilizzati nelle versioni dietetiche o in altre)
Colorante sintetico detto "caramello" (E150 d)
Acido fosforico
Aromi naturali (tra i quali è presente l'estratto di foglie di coca prodotto dalla Stepan Company)
Caffeina (quantità variabile in versioni dietetiche o altre)

LA NOTA AZIENDALE - L'azienda italiana che ha prodotto il lotto incriminato e che ha provveduto al richiamo dichiara in una nota: "Ci scusiamo per l’inconveniente causato e vi invitiamo a verificare il numero di lotto riportato sul tappo o sul collo della bottiglia: qualora corrispondesse a quello coinvolto, vi invitiamo a non consumare la bevanda e a riconsegnare la bottiglia nel punto vendita in cui l’avete acquistata. Siamo davvero spiacenti e stiamo procedendo a questo richiamo perchè i nostri prodotti e i nostri consumatori sono per noi prioritari. Numero Verde: 800.836000".
Le zone maggiormente interessate dal provvedimento sono le province di Salerno, Cosenza, Potenza e Matera le più vicine allo stabilimento di produzione che si trova in provincia di Caserta. Tuttavia il Ministero non ha potuto fornire indicazioni sufficienti a scongiurare l’ipotesi che il lotto sia stato distribuito a livello nazionale e non solo in quelle province. Il ritiro era stato deliberato il 26 maggio 2017.

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