Giù le mani dai brizzolati! Scoperto gene che rende i capelli grigi (e gli uomini affascinanti)

03 marzo 2016 ore 8:20, Andrea De Angelis
Chi scrive non avrà comunque questo problema essendo calvo. Chi legge forse sì, in modo diretto o indiretto. Molto poi dipende dal sesso perché se da un lato le donne tendono spesso a tingere i propri capelli per nascondere l'età (ma non solo per questo motivo, ci mancherebbe), dall'altro gli uomini sanno che il fascino del brizzolato non conosce mode o generazioni, ma appare semplicemente intramontabile

Insomma i capelli grigi e le loro qualità sono decisamente soggettivi. Eppure ora qualcosa di oggettivo potrebbe sconvolgerne l'esistenza. 
Uno studio internazionale guidato dall'University College London-Ucl ha scoperto il primo gene dei capelli grigi, confermando che l'incanutimento è legato non solo a fattori anagrafici o ambientali, ma anche alle informazioni racchiuse nel codice della vita. La porzione di genoma in questione si chiama IRF4: già si sapeva che fosse un gene correlato al colore dei capelli, coinvolto in particolare nella produzione e nello stoccaggio della melanina, ma è la prima volta che viene associato al colore grigio. La ricerca, pubblicata su 'Nature Communications', svela anche la funzione di altri geni che regolano le caratteristiche dei capelli: oltre al colore, la densità, la forma e la curvatura (lisci o ricci).
Giù le mani dai brizzolati! Scoperto gene che rende i capelli grigi (e gli uomini affascinanti)
In altre parole, come sottolinea l'Adnkronos, disegna una sorta di mappa del 'Dna capillifero', e promette di aprire la strada a possibili applicazioni nella scienza cosmetica e in quella forense. Soprattutto per la mole dei dati analizzati, l'ampiezza e la varietà del campione sotto la lente. Non solo bellezza dunque, ma anche possibile risoluzione di casi gialli (che con il grigio, tutto sommato, si abbina anche bene). 

"Abbiamo scoperto la prima associazione fra Dna e ingrigimento dei capelli", spiega Andres Ruiz-Linares della Ucl, coordinatore del lavoro che "potrebbe fornire un buon modello per far luce sulla biologia dell'invecchiamento umano". Fra le novità all'orizzonte, potenzialmente, anche "lo sviluppo di metodi per ritardare l'effetto sale e pepe". Così per le donne si apre una doppia pista: gioire per il rinvio della tinta, ma perdere il fascino dell'uomo brizzolato. Insomma, soddisfatte sì, ma a metà?
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