Perché facciamo quasi tutti pipì in piscina: la rilevazione choc

03 marzo 2017 ore 19:41, Andrea De Angelis
Tutti in piscina. Non solo d'estate, perché come molti già sanno il nuoto è uno degli sport più completi. Fa "davvero bene", come si è soliti ripetere quando a lavoro piuttosto che in famiglia si elencano i buoni propositi per la nuova stagione. Insomma, andare in piscina piace, almeno sulla carta. Certo, poi c'è da preparare la borsa, lasciare il divano e via dicendo. Anche l'estate la piscina aiuta soprattutto chi non può permettersi, per svariati motivi (dai troppi chilometri di distanza ai pochi euro in tasca) di andare in spiaggia. Eppure c'è una cosa che tutti sanno, ma nessuno dice. In piscina spesso si finisce col fare la pipì. Perchè proprio lì? Lo stimolo è forse naturale? Oppure è semplicemente questione di maleducazione?

Perché facciamo quasi tutti pipì in piscina: la rilevazione choc
GRANDI E PICCINI
La seconda, signori. La seconda. La pigrizia spesso è dietro questa mancanza di rispetto nei confronti degli altri. Ma se tutti lo sanno, molti fanno finta di non saperlo. Negare è possibile. Adesso però arriva uno studio che fa cadere la maschera e parla chiaro, molto chiaro. Non sono solo i bambini a non trattenere lo stimolo, ma anche altri frequentatori del rettangolo pieno d'acqua. Tanti, decisamente troppi. Un dato certificato dallo studio condotto dall’Università di Alberta in Canada e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology Letters.

LO STUDIO
I ricercatori hanno analizzato l’acqua di 31 piscine, misurando i livelli di acesulfame K, un dolficante molto usato dall’industria alimentare, che viene espulso tramite l’urina. Hanno così calcolato che, in una piscina di 830mila litri, grande un terzo di quella olimpionica, nell’arco di tre settimane sono stati versati 75 litri di urina. "Vorremmo che il nostro studio servisse a promuovere una maggiore educazione verso gli altri – spiega Lindsay Blackstock dell’Università di Alberta – e a convincere i nuotatori a uscire dall’acqua se hanno una necessità impellente". Al di là della pigrizia c'è anche il cosiddetto fascino del proibito, ma una cosa è certa: basterebbe solo un po' di sano rispetto. 
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