Ira killer, il rischio infarto è raddoppiato dalle arrabbiature

03 novembre 2016 ore 13:29, Americo Mascarucci
Rischio infarto più che raddoppiato in caso di arrabbiature.
Lo sostiene uno studio condotto dal Population health research institute della McMaster iniversity di Hamilton, in Ontario, pubblicato sul Corriere della Sera su un campione di 12.000 persone al primo attacco cardiaco. 
I ricercatori hanno sondato gli eventi delle 24 ore che hanno preceduto l’infarto e i dati parlano del 14,4% dei pazienti che ha avuto un eccesso di rabbia entro un’ora prima. 
Dopo aver esaminato e monitorato un campione di 12mila pazienti al primo attacco cardiaco, la ricerca quantifica il rischio di infarto in condizioni emotive negative. 
Ira killer, il rischio infarto è raddoppiato dalle arrabbiature
In particolare i ricercatori hanno indagato cosa stavano facendo e cosa stavano provando i pazienti nell’ora precedente l’infarto e 24 ore prima, rilevando che sia un’attività fisica eccessiva che uno stato emotivo negativo possono incidere in maniera significativa, ancor più se a ridosso dell’evento e in misura maggiore rispetto ai tradizionali fattori di rischio quali la pressione sanguigna, l’obesità o un regime dietetico scorretto. 
La collera farebbe aumentare il battito cardiaco, alzare pressione, stringere le coronarie e aumentare la probabilità che placche aterosclerotiche si distacchino, formando dei trombi. 

Le altre cause hanno compreso sforzi fisici (13,6% nelle 24 ore) e sentimenti negativi (9,9%, la sindrome da cuore infranto). 
Oltre al numero di pazienti, le nazioni prese in esame sono state 52, l’età media di 58 anni e i centri medici 262. 
È emerso specificatamente che il 13,6% dei pazienti un’ora prima dell’infarto era impegnato in sforzi fisici pesanti e il 9,1% lo era stato nelle 24 ore precedenti. Il 14,4 per cento dei pazienti invece aveva avuto un attacco di ira, di tristezza o era emotivamente sconvolto nell’ora precedente l’infarto e il 9,9 per cento aveva vissuto gli stessi sentimenti il giorno precedente. 
Infine gli attacchi erano stati registrati quasi sempre in un intervallo temporale che va dalle 6 di mattina alle 6 di pomeriggio. 
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