Vicenza, gara choc in ospedale a colpi di cannule. Il sindaco: "Fare chiarezza"

30 aprile 2016 ore 11:48, Andrea Barcariol
Una gara folle, a scapito dei pazienti. A vincere chi infila il maggior numero di aghio o cannule ai malcapitati. E' quanto sarebbe accaduto al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove due medici e sei infermieri avrebbero dato vita a un gioco che sembra uscito da una scena di un film horror. Regole precise e aggiornamenti costanti via whatsapp. Più aghi o cannule sono grosse, e dunque dolorose per il malato, maggiore è il punteggio ottenuto. Lo score si segna su un apposito tabellone e ogni punto conquistato viene condiviso in chat con tutti i partecipanti. L’inchiesta interna dell’Ulss, con l'avvocato Laura Tedeschi, capo dell'ufficio legale dell'azienda sanitaria vicentina, si conclude con due sanzioni – censura scritta per un medico e rimprovero scritto per un infermiere - e sei archiviazioni. L'accusa della gara indecente non è sostenibile per «insufficienza di prove» mentre rimangono quelle di «sviamento dall'attività istituzionale» e «uso improprio del cellulare».

Vicenza, gara choc in ospedale a colpi di cannule. Il sindaco: 'Fare chiarezza'
«È stato solo un gioco e per fortuna tale è sempre rimasto» ha detto il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Vicenza Vincenzo Riboni. «Nessuno ha fatto nulla di sbagliato e la salute e il benessere dei pazienti non sono mai stati compromessi. Rimane un giudizio eticamente negativo di quanto è stato fatto, dal momento che simili gare non andrebbero né pensate né tantomeno messe per iscritto. Del resto il comportamento di pochi, che peraltro poi si sono pentiti, non inficia il buon lavoro di una equipe composta da almeno 90 persone, che hanno sempre dimostrato professionalità, qualità e umanità ai massimi livelli». Il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato quanto accaduto. "Solo la procura potrà chiarire fino in fondo i lati oscuri di questa vicenda. Qualora ci fossero responsabilità accertate le punizioni dovranno essere esemplari. Per me non finisce qui. Porterò gli atti in procura".
Per il sindaco di Vicenza, Achille Variati, «è una vicenda che fa indignare profondamente e su cui deve essere fatta assoluta chiarezza. Bene ha fatto la dirigenza dell'ospedale a disporre un'inchiesta interna e la Regione a chiedere indagini su più fronti per andare fino in fondo e chiarire le responsabilità. Chi si reca al pronto soccorso deve avere non solo cure mediche e assistenza adeguate in linea con i migliori standard sanitari, ma anche la serietà e il rispetto per il paziente che necessariamente devono accompagnare la professionalità di chi lavora in un ospedale».





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