Scanu diffamato. Fabri Fibra paga 20mila euro: questione di sesso

30 giugno 2016 ore 21:59, Americo Mascarucci
Una sentenza del Tribunale di Milano ha condannato Fabri Fibra a pagare una multa e una provvisionale di 20mila euro come risarcimento per Valerio Scanu, che nel 2013 aveva agito per vie legali quando il rapper pubblicò la canzone "A me di te", il cui testo conteneva una serie di allusioni sessuali rivolte proprio a Scanu.
Nella canzone Fabri Fibra dice di Scanu che "in realtà è una donna. Gli ho abbassato i pantaloni e sotto aveva un tanga".
La sentenza ha accolto nella sostanza l'impostazione del pubblico ministero Silvia Perrucci, della procura di Milano, secondo cui Fabri Fibra "quale autore del brano A me di te inserito nel suo cd dal titolo Guerra e pace ... offendeva Scanu". 
Nella richiesta di rinvio a giudizio il pm elencava anche le strofe della canzone ritenute offensive nei confronti di Scanu, lanciato come artista dal talent show Amici e vincitore nel 2010 del Festival di Sanremo. Nel testo sarebbero numerose le allusioni sessuali esplicite riferite al cantante sardo. 
Per questo, il pm ha ritenuto di accusare il rapper del reato di diffamazione.

Scanu diffamato. Fabri Fibra paga 20mila euro: questione di sesso
I legali di Scanu hanno commentato: "Le espressioni utilizzate dal cantante Fabri Fibra sono diffamatorie in maniera oggettiva, come ha stabilito il giudice. Ed è la prima sentenza in Italia che vede la condanna per diffamazione di un cantante di musica rap. La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona". 
La sentenza è di qualche mese fa e non avendola il rapper appellata nei termini di legge, è ora definitiva.
I legali di Scanu non hanno escluso di agire anche in sede civile.
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