Un bambino celiaco probabilmente è nato in estate

30 luglio 2015, Americo Mascarucci
Un bambino celiaco probabilmente è nato in estate
I bambini nati in estate corrono un rischio maggiore di diventare celiaci. 

E' quanto emerge da uno studio coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e condotto insieme all'Università di Bari, pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Pediatrics. 

Stando ai risultati della ricerca  l'età in cui i bambini introducono nella loro alimentazione il glutine infatti, coincide con il periodo dell'anno in cui si ha una maggior diffusione del Rotavirus, responsabile più comune delle gastroenteriti e collegato al rischio di sviluppare l'intolleranza alla proteina contenuta in grano, orzo, segale e avena, che colpisce circa l'1% dei bimbi italiani. I ricercatori hanno valutato il periodo dell'anno in cui sono nati i bambini tra il 2003 e il 2010 e che poi hanno sviluppato la celiachia, malattia auto-immune dell'intestino tenue che può portare diarrea cronica e ritardo della crescita. 

La stagione di nascita dei celiaci è stata confrontata con quella di soggetti non affetti nati a Roma e Bari negli stessi anni (439.990 bambini). Il risultato ha mostrato una prevalenza del numero delle nascite di pazienti celiaci tra luglio e agosto (28,2%) rispetto al gruppo di riferimento (23%).  

Ma da che cosa è determinato il rischio maggiore di diventare celiaci per i bimbi nati in estate? "Il possibile link tra stagione di nascita e sviluppo della malattia - spiega Antonella Diamanti, gastroenterologa e responsabile della Nutrizione Artificiale del Bambino Gesù - potrebbe essere rappresentato dalla concomitanza tra la prima introduzione del glutine (consigliata dai pediatri in genere a 6 mesi, cioè  tra novembre e gennaio nei nati in estate) con il periodo di maggiore esposizione ad infezioni gastrointestinali acute da Rotavirus. 

Quest'ultimo, infatti, si manifesterebbe con più frequenza tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera e alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato che un alto tasso di infezioni da Rotavirus può incrementare il rischio di sviluppare la celiachia in soggetti geneticamente predisposti
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