Terrorismo, Marino alza le mani: Roma rischia ma lui non può difenderla

30 luglio 2015, intelligo
Terrorismo, Marino alza le mani: Roma rischia ma lui non può difenderla
Il sindaco che non molla ma alza le mani. Ignazio Marino lo fa sul dossier che lo aspetta dal prossimo dicembre e per un anno: il Giubileo straordinario. 

E le sue parole sembrano tagliate su misura per mettere le cose in chiaro fin da subito ma anche per mandare un messaggio al premier Renzi e al ministro dell’Interno Alfano. Il tasto che il sindaco capitolino tocca nella conversazione con il Corriere della Sera è quello della sicurezza e in particolare del rischio attentati. Del resto che Roma sia nel mirino dell’Isis non è una novità e il primo cittadino non la sottovaluta. “Questo è il primo Giubileo dopo l'11 settembre 2001 e dell'epoca dell'Isis. Tutte le indicazioni che abbiamo dai servizi segreti americani, come mi hanno confermato i Sindaci statunitensi con i quali ho parlato recentemente parlano di rischi concreti per l’Italia e Roma. E io non ho la possibilità di difendere la Capitale dal terrorismo con la polizia locale”. 

Della serie, vorrei ma non posso. Preoccupazioni comprensibili che rimandano a ruoli e compiti più che dell’amministrazione cittadina, del Viminale e dunque di Alfano. Come a dire: caro ministro, se ci sei batti un colpo. 

Dall’allarme terrorismo ai problemi di una città che fa i conti con un livello di degrado che ha fatto il giro del mondo, dal Telegraph al New York Times a Le Monde, solo per citare alcuni dei principali quotidiani internazionali che lo hanno raccontato e filmato. 

Proprio rispetto alle polemiche innescate da New York Times e Le Monde, Marino ha un sussulto d’orgoglio e avanza un’idea un po’ complottista: “A queste dovreste reagire voi della stampa italiana. E’ chiaro che si tratta di una strategia per danneggiare l'Italia nel momento in cui si è candidata alle Olimpiadi del 2024, guarda caso con la concorrenza americana e francese”. Infine sull’ennesimo caos all’aeroporto di Fiumicino che ieri ha paralizzato l’Hub dopo un incendio – pare di natura dolosa – Marino osserva: “Non voglio fare scaricabarile, dove serve ci metto la faccia. Ma Roma non è neppure più l'azionista di Adr, e il mio potere di controllo su Fiumicino e come quello su Heathrow. Lo dico da mesi infatti, non posso che essere felice che il presidente del Consiglio Renzi abbia inserito nello Sblocca Italia 2 miliardi per la ristrutturazione dell’aeroporto di Fiumicino”. 

Della serie: a ciascuno il suo… 


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