Il carburante del futuro si ricava dall'uva

31 agosto 2015, intelligo
Il carburante del futuro si ricava dall'uva
Un nuovo biocarburante "competitivo" potrebbe arrivare dall'uva.
Dagli scarti, per la precisione, la cosiddetta vinaccia. E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Università di Adelaide e pubblicato su Bioresource Technology che ha dimostrato come dalla fermentazione di una tonnellata di scarti di uva si possano ottenere fino a 400 litri di bioetanolo, l'etanolo prodotto dalla fermentazione delle biomasse che può essere utilizzato come carburante.

"Sfruttare gli avanzi della produzione di vino per produrre biocarburanti ha del potenziale economico per quello che è in gran parte un prodotto di scarto" - ha spiegato Rachel Burton, docente dell'università di Adelaide. "Utilizzare le biomasse vegetali per la produzione di biocarburanti liquidi può essere difficile a causa della sua natura strutturalmente complessa, che non è sempre facile da scomporre - ha spiegato Kendall Corbin, co-autrice dello studio - ma il procedimento viene semplificato e reso low cost grazie alle insospettabili potenzialità della vinaccia che disponibile senza difficoltà, può essere ottenuta a buon mercato ed è ricca del tipo di carboidrati che vengono fermentati facilmente".

Analizzando la vinaccia di due varietà di uva, il Cabernet-sauvignon e il Sauvignon Blanc, i ricercatori hanno scoperto che la maggioranza dei carboidrati contenuti possono essere convertiti direttamente in etanolo attraverso il processo di fermentazione, con una resa di 270 litri per ogni tonnellata di scarti. Un risultato persino migliorabile utilizzando trattamenti a base di acidi e enzimi, arrivando fino a 400 litri.


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