Due albanesi evasi dal carcere di Civitavecchia: colpa del sovraffollamento

31 luglio 2017 ore 9:14, Micaela Del Monte
Due albanesi, Marku Osvaldi e Luca Leke, sono evasi dal carcere di Civitavecchia. Il primo di 22 anni avrebbe precedenti per furto aggravato e ricettazione mentre l’altro, di 31 anni, per droga e rapina. I due detenuti sono fuggiti dal cosiddetto "nuovo complesso".

Due albanesi evasi dal carcere di Civitavecchia: colpa del sovraffollamento
Angelo Urso
, segretario della Uilpa penitenziaria, riferisce che i due sarebbero scappati dai cortili di passeggio da dove avrebbero scavalcato le recinzioni e poi si sarebbero arrampicati sul muro di cinta dandosi alla fuga. Il sistema anti scavalcamento ha fatto scattare immediatamente l'allarme e quindi subito è intervenuto in personale, facendo partire le ricerche degli evasi. Al momento si sta battendo il territorio circostante, anche con l'ausilio di un elicottero.

Posti di blocco e battute di ricerca in zona per rintracciare i due detenuti scappati. Da una prima ricostruzione sembra che i due, entrambi albanesi, siano scappati scavalcando le recinzioni e arrampicandosi sul muro di cinta.
Secondo quanto si è appreso, i due detenuti si chiamano Marku Osvaldi e Luca Leke. Il primo di 22 anni avrebbe precedenti per furto aggravato e ricettazione mentre l'altro, di 31 anni, per droga e rapina. Sembrerebbe che per fuggire abbiano usato delle lenzuola. Sono in corso ricerche di polizia e carabinieri per rintracciarli.

"Il caso di duplice evasione che si è registrato oggi a Civitavecchia è l’ennesimo segnale che il sistema carcerario fa acqua da tutte le parti e che è urgente un’inversione di marcia", ha dichiarato ieri il segretario generale della Uilpa Penitenziari, Angelo Urso, in merito all’evasione dalla struttura di Civitavecchia. 
"La Uilpa - sottolinea il sindacalista - chiede da tempo di proclamare lo stato di emergenza delle carceri, per avviare una seria riflessione e cercare soluzioni reali ai problemi del settore, a cominciare dalla carenza di personale e risorse. Non si può pensare solo alla rieducazione e al trattamento dei detenuti trascurando la sicurezza. Al contrario, bisogna aver chiaro che non può esserci reinserimento sociale senza sicurezza nelle carceri". 
 
Al momento nel carcere di Civitavecchia risulta un sovraffollamento di 86 detenuti. I reclusi, infatti, sono 430 invece dei 344 posti a disposizione, previsti dalla capienza ufficiale. 
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