Anche la Bibbia è come un tweet: le emoji conquistano la letteratura

31 maggio 2016 ore 9:23, Micaela Del Monte
Dopo Pinocchio anche la Bibbia, uno dei testi più popolari e più tradotti al mondo, si avvicina ai giovanissimi e viene raccontata con le emoji, cioè le faccine usate per le chat e i social network. Il risultato dell'esperimento è un libro di 3300 pagine che ha come sottotitolo 'Le Scritture per i Millenials', cioè i ragazzi nati dagli anni Ottanta in poi. 
Anche la Bibbia è come un tweet: le emoji conquistano la letteratura
 "Volevo rendere simile un versetto della Bibbia a un tweet, contraendo i caratteri. Penso che tra 100 anni un testo in emoji resisterà", spiega al Guardian uno degli autori del progetto. La Bibbia in emoji è anche su iTunes e su Twitter. La Bibbia raccontata con le faccine arriva a pochi giorni da una indagine del Pew Research Center che testimonia un interesse minore dei ragazzi per la religione. E, dal punto di vista 'letterario', non è il primo esperimento in questo senso.

Qualche settimana fa, tre ricercatori italiani hanno tradotto Pinocchio in emoji grazie all'aiuto e ai suggerimenti degli utenti di Twitter; lo scorso anno il quotidiano The Guardian aveva tradotto il discorso sullo Stato dell'Unione di Barack Obama, mentre l'artista cinese Xu Bing è riuscito a "scrivere" un romanzo direttamente in emoji dal titolo 'Una storia senza parole'. 
  
Le faccine sono di certo un esempio di linguaggio universale che travalica i singoli idiomi locali consentendo di parlare con stranieri senza bisogno di aiuti esterni o programmi di traduzione, le emoji sono attualmente il segno più evidente dei cambiamenti linguistici imposti dalla tecnologia e stanno penetrando qualunque campo. Va bene l'universalità, ma non si rischia così di finire per diventare analfabeti?
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