Maturità, penne benedette al liceo: è polemica. Ma non è una novità

31 maggio 2016 ore 16:50, Lucia Bigozzi
La notizia ha fatto il giro del web nello spazio di pochi secondi: ad Aversa, in un liceo, la dirigente scolastica ha convocato i maturandi per un’insolita cerimonia: la benedizione delle penne con le quali sosterranno le temute prove scritte dell’esame di fine anno che segna anche la fine del percorso di studi superiori. Apriti cielo e apriti Rete! Pioggia di click e polemiche a non finire. Partiamo dalla notizia: Rosa Celardo – secondo quanto riporta il Corsera – ha proposto agli studenti che tra meno di un mese affronteranno la “famigerata” maturità, una riunione nell’aula magna dell’istituto scolastico per la “benedizione delle penne”. Invito annunciato e pubblicato ufficialmente nel sito del liceo linguistico di cui è dirigente scolastico. Invito, tra l’altro, esteso anche a genitori degli studenti e prof della scuola. Cerimonia presieduta dall’insegnante di religione, don Giuseppe, ideatore dell’iniziativa. Ma al momento di convocare nell'aula magna i maturandi per quello che sarebbe stato definito “un momento di preghiera” e per l’atto di benedizione delle penne, è esplosa la polemica. L’iniziativa ha incassato il pollice verso non solo di molti esponenti politici ma anche dall’interno del liceo e tra alcuni genitori che non hanno gradito. 

Maturità, penne benedette al liceo: è polemica. Ma non è una novità
Nelle file del Pd Camilla Sgambato, parlamentare casertana, sul suo profilo  Facebook ha scritto: “Credo che lei non volesse parlare di preghiera,
né tanto meno di benedizione in senso tecnico. Lei sa bene, infatti, che queste si tengono nelle sedi a ciò deputate. Nella scuola no”. Segue una serie di commenti tra il serio e il faceto: c’è anche chi come Oscar scrive che “la benedizione annullerà le raccomandazioni” e aggiunge che “la catechesi si fa nelle associazioni religiose non nella scuola”. Ma la dirigente scolastica ha tirato dritto e ai maturandi ha detto: “Noi non benediciamo penne, ma un percorso di vita”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il commento di don Giuseppe Marmorella secondo il quale “si tratta di un’iniziativa” finalizzata a “lanciare un segnale di serenità agli studenti, non certo per una questione di superstizione, e che si fa in tutta Italia”. E i precedenti, per la verità già ci sono, non solo dalle parti di Aversa. Vale la pena ricordare che ogni anno, come da antica tradizione, la benedizione delle penne degli studenti è di ‘casa’ in provincia di Teramo: migliaia di studenti si recano infatti in pellegrinaggio al santuario di San Gabriele dell’Addolorata per chiedere al santo intercessione e preghiere in vista dell’esame da sostenere. Il rito che si perpetua prevede che gli studenti, riuniti all'esterno del luogo di culto, alzino contemporaneamente le mani al cielo mostrando gli strumenti dello studio che impiegheranno durante gli esami. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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