Vecchioni-Vicari: è scontro. Per il prof "Sicilia isola di m..."? "Volgari commenti"

04 dicembre 2015 ore 10:23, Americo Mascarucci
Vecchioni-Vicari: è scontro. Per il prof 'Sicilia isola di m...'? 'Volgari commenti'
“La Sicilia è un’isola di mer..., mica potete pensare che sia venuto qui solo a fare una sviolinata”. 
E’ ciò che ha urlato Roberto Vecchioni davanti agli studenti riuniti presso l’aula magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo per assistere alla "lectio magistralis" del cantautore. 
 “Arrivo dall’aeroporto e venendo in città - ha aggiunto- vedo tre file di macchine in mezzo alla strada. Si passa con una fatica tremenda.  Vedo 400 ragazzi su 200 in ciclomotore senza casco. Questo significa che tu non hai capito cos’è il senso di esistenza con gli altri”. E questo è sicuramente vero, ma nel sud Italia non è che queste cose accadano soltanto in Sicilia, anzi, viaggiare in tre su un ciclomotore senza casco o parcheggiare in doppia, tripla fila, da Napoli in giù è la regola. 
Dichiarazioni che non hanno mancato di scatenare polemiche e indignazioni. 
Protesta il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari: "I suoi volgari commenti non servono - attacca - e non interessano ai siciliani che, a differenza di ciò che afferma Vecchioni, sanno benissimo cos'è il senso dell'esistenza con gli altri e con la civiltà che li contraddistingue e quindi ignoreranno i suoi sproloqui. Piu' che Vecchioni a me interessa Goethe quando diceva che l'Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito".

L’incontro con il cantante è inserito nell’ambito del percorso formativo "Educare oggi" ma la lezione è sembrata trasformarsi in un attacco diretto contro l’Isola che lo sta ospitando. "Non amo la Sicilia che non si difende e rovina la sua intelligenza e la sua cultura. Non amo la Sicilia che quando vado a vedere Selinunte e Segesta non c'è nessuno. In tutti i posti - ha spiegato - ci sono tre file di macchine in mezzo alla strada e si deve passare con una fatica tremenda, è inutile che ti mascheri dietro il fatto che hai il mare più bello del mondo e che hai tutto questo e tutto quello. No, non basta. Scusatemi, ma sei un’isola di merda". 
Insomma a Vecchioni non manca certo la sincerità della parola, la schiettezza e la franchezza di dire ciò che pensa. E questo tutto sommato potrebbe anche essere apprezzabile in un mondo sempre più egemonizzato dal “politicamente corretto” e dalla dittatura dei termini. Altri al suo posto magari avrebbero usato altre espressioni, avrebbero cercato di girare intorno al problema, costruire discorsi beneducati per dire le stesse cose. Ma l’impatto delle parole usate da Vecchioni ha colto nel segno molto di più di tante dotte elucubrazioni o periodi imbevuti di epiteti da lessico gentile. Il riferimento alla “m...” vuoi o non vuoi sveglia più le coscienze di tanti termini corretti utilizzati per ribadire lo stesso concetto ma senza troppo ferire. E che Vecchioni sia andato lì a lanciare pietre lo si evince anche nel tentativo di restituire comunque fiducia ad un popolo, quello siciliano, ridotto come prima ad un coacervo di illegalità diffusa.  "I siciliani - ha concluso Vecchioni - sono la razza più intelligente che esista al mondo e mi dà un fastidio immenso vedere che si buttano via. Che la Sicilia non sia all'altezza di se stessa".
Una botta al cerchio e una alla botte? No, la riconferma del pensiero espresso in precedenza stavolta con un pizzico di politicamente corretto in più. Una bastonata addolcita possiamo dire, ma nulla che migliori la situazione. Una lezione che, di sicuro, i siciliani non dimenticheranno molto facilmente. 

 

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