Intesa migranti ko, Francia e Spagna chiudono i "porti in faccia" all'Italia

04 luglio 2017 ore 11:27, Americo Mascarucci
Da Francia e Spagna arriva un no secco alla richiesta italiana di aprire i porti ai migranti salvati nelle acque internazionali dalle navi mercantili e da quelle delle ONG. Uno schiaffo in piena regola quello assestato all'Italia che ha già visto aumentare del 20% gli sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2016: quindi considerando che l'anno precedente fu definito anno record proprio per il numero degli sbarchi, quest'anno la situazione già si prospetta molto più grave.
Intesa migranti ko, Francia e Spagna chiudono i 'porti in faccia' all'Italia

PORTI CHIUSI - Dalla Francia il presidente Emmanuel Macron continua a dire no al passaggio dei migranti dall'Italia. la sua posizione del resto è chiara: la Francia è pronta ad accogliere i richiedenti asilo ma non i migranti economici. Soltanto chi sfugge dalle guerre dunque potrà essere accolto, chi invece arriva in Europa perché spinto dalla fame sarà respinto alla frontiera. Il fatto è che la stragrande maggioranza dei migranti che sbarcano in Italia sono proprio economici. Anche dalla Spagna la chiusura è netta anche se il governo di Madrid sostiene che il No sarebbe legato all'esigenza di avere accordi europei  e non bilaterali.
Da Marsiglia il vice-sindaco Dominique Tian, fa sapere: "Non siamo in grado di accogliere queste persone, sarebbe una situazione ingestibile".  

LE RICHIESTE DELL'ITALIA- Oggi l'Italia si presenterà al vertice europeo presentando un documento messo a punto durante il prevertice di Parigi e che prevede alcuni punti cruciali: un codice di condotta per le Ong; sostegno anche economico alla Guardia costiera libica per monitoraggio coste; aiuti all'Oim e all'Unhcr affinché i centri in Libia rispondano agli standard internazionali per condizioni di vita e di diritti umani; rafforzare la strategia europea sui rimpatri, incrementare i tassi di riammissione, attuare pienamente lo schema della relocation concordato a livello Ue per rafforzare la riallocazione delle persone che necessitano di protezione.
La Commissione UE continua intanto a lavorare al piano per rafforzare la politica comune dei rimpatri. Si pensa di usare la strada dei visti per convincere quegli Stati a riprendersi i migranti. Al tempo stesso, l’esecutivo Ue vuole insistere sul piano di redistribuzione dei richiedenti asilo e prepara un richiamo all’Italia per la lentezza e l’inefficacia nelle procedure. Oltre al rifiuto di alcuni Stati, il problema riguarda infatti i criteri troppo rigidi: possono accedere al piano solo i richiedenti asilo di determinate nazionalità. Per l’Italia praticamente solo siriani ed eritrei. Legalmente, la soglia non verrà modificata. Ma si studia una modifica «su base volontaria» per allargare la platea: chi vuole, potrà accogliere anche richiedenti asilo di quelle nazionalità che oggi non hanno diritto, come i somali o i sudanesi. Su questo, c’è un’apertura di Francia e Germania.

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