Profughi dal palato fine: la pasta è troppo scotta, ecco lo chef etnico

04 maggio 2016 ore 10:35, Adriano Scianca
Sembra una delle solite bufale anti-immigrati, e invece stavolta è tutto vero. A Reggio Emilia, una trentina di rifugiati e richiedenti asilo ha occupato la questura per protestare contro i menù ripetitivi e la pasta scotta servita all'interno del centro profughi gestito dalla cooperativa Dimora d’Abramo, che tra vitto e alloggi percepisce per ogni immigrato 33 euro al giorno. La cooperativa già in passato era stata al centro di polemiche per la gestione dei fondi relativi all'accoglienza, anche se si era difesa sostenendo di agire con trasparenza.

Profughi dal palato fine: la pasta è troppo scotta, ecco lo chef etnico
Il questore Isabella Fusiello ha ascoltato le ragioni dei rifugiati e ha segnalato il caso alla Dimora d’Abramo. La cosa è talmente assurda che persino un esponente locale del Pd si è indignato. Giacomo Bertani Pecorari, assessore di Quattro Castella e membro della segreteria provinciale del Pd, ha definito “indegna” la vicenda su Facebook, scrivendo: “Solo l’aver pensato ad una rimostranza simile, quando da mesi viene loro garantito un dignitoso vitto e alloggio, significa sputare sulla nostra generosa ospitalità. L’unica risposta che avrei dato ad una protesta del genere è un sonoro calcio nel culo, altro che delegati e dialogo”. 

Ora arriva l’ulteriore beffa: per i “profughi” è arrivato uno chef specializzato in piatti africani e pachistani. Il menù, quindi, è stato cambiato per venire incontro alle esigenze alimentari dei migranti.

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