Caso Marchisio, un tifoso juventino cieco scherza: "Ci vediamo a Vinovo"

04 marzo 2016 ore 16:46, Luca Lippi
Certo che se ci mettessimo a leggere e commentare tutti i tweet che sono regolarmente scritti prima, durante e dopo una partita di calcio, da parte di chiunque, allora sarebbe veramente l’apoteosi della dabbenaggine, ma tant’è. Ormai il caso è stato montato, e forse anche per smontarlo è giusto commentarlo per quello che vale e riportare tutto alla normalità, oppure tornare a riflettere su cose più serie.
Il fatto: mercoledì sera c’è una partita di calcio, la Juventus incontra l’Inter in Coppa Italia col favore del risultato dell’andata di tre a zero sull’Inter. La prestazione non è stata delle migliori, ma nel calcio (come un po’ ovunque) conta solo il risultato finale.

Caso Marchisio, un tifoso juventino cieco scherza: 'Ci vediamo a Vinovo'
In un’azione di gioco l’arbitro ammonisce Zaza per aver scalciato un giocatore avversario. Da casa Claudio Marchisio, giocatore della Juventus infortunato, ma presumibilmente anche tifoso della squadra che lo stipendia per giocare al calcio, twitta a proposito dell’ammonizione al compagno Zaza: “Ammonizione Zaza... Dicono che ha scalciato. Telecronaca fatta da un non vedente...". Il tweet si perde in diverse centinaia di altri tweet di altrettanti tifosi della squadra zebrata che forse devono aver espresso commenti assai più pesanti eppure! 
Si sono scatenati gli elementi, la Usigrai ha chiesto nei confronti del calciatore una punizione da parte della Juventus e della Figc, perchè "le parole di Marchisio hanno offeso una intera comunità, quella dei ciechi, oltre che un collega che stava svolgendo come sempre in maniera professionale il proprio lavoro". 
Anche il comitato di redazione di Rai Sport ha stigmatizzato le parole di Marchisio... "Non si può sempre delegittimare il lavoro dei giornalisti - si legge in una nota - alimentando inutili e assurde polemiche, tra l'altro pericolose".
Detto questo, il clamore non è stato alimentato dal tweet di Marchisio che comunque non è né più né meno “stigmatizzabile” rispetto ad altre centinaia di tweet, piuttosto pare che il clamore sia stato sottolineato da chi si è sentito in dovere di sollevare un polverone senza qualificare la portata dell’evento. 
E non si ferma qui…a sottolineare la questione, per la quale oltretutto il giocatore che mercoledì era solamente uno dei tifosi in disarmo dal suo ruolo attivo si è anche scusato, oggi la Gazzetta dello Sport pubblica una delle centinaia di lettere che riceverà dai suoi fedeli lettori, e nello specifico la lettera di un non vedente che  per il tramite della Gazzetta è indirizzata direttamente al giocatore zebrato e che alleghiamo in corsivo:

Ciao Claudio, mi chiamo Giovanni Guzzo, sono un grande tifoso della Juventus, nonché tuo grande ammiratore col piccolo problema di essere non vedente. (…) Ho saputo del tweet. Sono sicuro che tu l’abbia postato con tutta la leggerezza di questo mondo, anche perché le cose per la nostra Juve in quel momento non volgevano al meglio e so bene che certi social raccolgono emozioni a caldo, anzi a caldissimo. Ma i tifosi della Juve non vedenti come me (ti assicuro, sono tantissimi), non meritavano quella leggerezza. Sono venuto fino a Berlino per la finale, ho seguito le Olimpiadi invernali di Torino e tanti altri avvenimenti sportivi, sono stato campione italiano di judo non vedenti. Del mio handicap non mi frega niente e riesco a fare comunque quello che mi piace. Ma non è giusto scherzare sulla nostra condizione e servirsene come insulto. E’ offensivo. Nessuno di noi, potendo, avrebbe scelto di non vedere. (…) Chiudi gli occhi un attimo, Claudio. Ecco. Però di calcio ne capisco, quindi quel tweet è anche sbagliato oltre che brutto, perché non vedente non è sinonimo di incompetente. Ti assicuro che se vedessi una partita accanto a uno come me e all’amico che mi racconta ciò che accade in campo, capiresti quanto me ne intendo. Ero sicuro che ti saresti scusato per quel tweet sbagliato. Bene. Ritiro la lunga squalifica che avevo in canna: un anno bandito dal mio zaino da viaggio. Mi limito a un solo turno di sospensione, simbolico: alla prossima partita allo Stadium, vestirò la maglia di Chiellini. Ciao, Claudio. Un abbraccio. Ci vediamo a Vinovo

Dalla lettera si estrae sia la risposta a Marchisio sia una più importante a chi ha voluto montare tutto questo clamore. In un passaggio Giovanni Guzzo scrive “Ho saputo del tweet. Sono sicuro che tu l’abbia postato con tutta la leggerezza di questo mondo” e poi scrive indirettamente anche a chi si sente offeso dal Tweet “non vedente non è sinonimo di incompetente” assolti tutti alla fine perché è giusto e questo significa anche riportare alla normalità la questione, oltretutto è particolarmente sagace ed autoironico nella chiusura della sua lettera indirizzata a Claudio Marchisio quando gli comunica “Ci vediamo a Vinovo”. Impariamo da Guzzo, facciamoci una risata almeno per distrarci dai problemi veri. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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