Truffa infinita all'Inps, un'altra furbetta della pensione riscuoteva la pensione del compagno morto

04 novembre 2015, intelligo
Truffa infinita all'Inps, un'altra furbetta della pensione riscuoteva la pensione del compagno morto
Otto anni sulle spalle degli italiani. Otto sono gli anni che il compagno è morto e otto sono gli anni durante i quali lei ha continuato a riscuotere la pensione che non le spettava. Alla fine all’ufficio postale dove andava a prelevare i soldi che non le erano dovuti, al posto della busta con la pensione ha trovato le manette e i carabinieri che l’hanno arrestata per truffa aggravata. E’ l’incredibile storia di una 49enne di Pietrasanta sul conto della quale i militari dell’Arma avevano già messo gli occhi. Le indagini hanno consentito di scoprire tutto il resto: dal 2007, anno in cui il compagno era deceduto, la 49enne puntualmente ogni mese ha continuato a riscuotere la pensione di invalidità dell’uomo: 340 euro che moltiplicati per otto anni ammontano a qualcosa come 32mila euro. 

Un’azione scientifica e reiterata visto che la donna non ha mai ottemperato alle richieste dei dipendenti dell’ufficio postale di rinnovare la documentazione che attestava il livello di invalidità del compagno. I carabinieri hanno ricostruito le fila della vicenda e preparato il blitz proprio all’ufficio postale di riferimento: quando la donna è arrivata e ha messo le mani sulla pensione non dovuta, ai suoi polsi sono scattate le manette. 

Prima gli accertamenti in caserma, poi la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima al quale la donna potrà accedere dopo aver chiesto il patteggiamento a un anno di reclusione e al pagamento di una multa di trecento euro con la sospensione condizionale della pena. Condanna già comminata dai giudici del Tribunale.

I FURBETTI DELLA PENSIONE. Da Pietrasanta a Crotone: cambiano i luoghi e le date ma non il meccanismo. Nell’aprile scorso un uomo è finito nei guai dopochè riscuoteva la pensione della madre e della zia morte da più di dieci anni. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno denunciato anche l’impiegato della banca che ha rilasciato la carta bancomat sette anni dopo la morte di una delle due donne. Proprio col il bancomat l’uomo si faceva accreditare le pensioni non dovute. 

Un altro caso eclatante, risale al 2013 quando i finanzieri hanno scoperto ben 350 “furbetti” della pensione che in totale hanno incassato 700mila euro. Si tratta di persone che riscuotevano la pensione dei familiari morti da tempo. I finanzieri insieme ai tecnici dell’Inps hanno passato al setaccio quasi 10mila pratiche di persone che risultavano decedute ma verso le quali continuavano a essere corrisposti gli assegni previdenziali di anzianità.  Per tutti è scattata la denuncia per truffa aggravata. Grazie all’intervento della Guardia di Finanza nelle casse dello Stato sono rientrati più di centomila euro ma sono in corso le procedure per il rientro di altri soldi. 

Ironia della sorte: l’operazione che ha portato a scoprire i “furbetti della pensione” si chiamava Lazzaro. 

LuBi
autore / intelligo
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