Rapido 904, giudice in pensione e processo da rifare: interviene Orlando

04 settembre 2017 ore 23:59, Luca Lippi
In passato la Giustizia ha manifestato qualche fenomeno di lentezza, ma stavolta la causa del ‘è tutto da rifare’ risulta inevitabile. Il processo d’appello a Firenze per la strage del rapido 904 che vedrebbe come unico imputato Totò Riina in qualità di mandante è da rifare. 
IL FATTO
Il 23 dicembre del 1984 un ordigno esplosivo ha causato la morte di 16 persone e il ferimento di altre 267. L’attentato era stato programmato sul rapido 904 Napoli-Milano e l’esplosione avvenne al passaggio del convoglio nella galleria di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino tosco-emiliano. L’attentato fu rubricato dai media come la “strage di Natale”.
Rapido 904, giudice in pensione e processo da rifare: interviene Orlando
In una serie di processi precedenti, erano state individuate (secondo gli inquirenti) le responsabilità e le condanne relative in sede di giudizio, per quattro personaggi di spicco, già all’epoca individuati come fautori della ‘strategia del terrore’, inoltre era stata accertata con varie sentenze passate in giudicato la “matrice mafiosa” della strage. 
Importanti testimonianze dei pentiti avevano indicato Totò Riina come mandante della strage, decisa come risposta al maxiprocesso alla mafia e appaltata alla camorra per l’esecuzione materiale.  

RINVII FINO AL PENSIONAMENTO DEL MAGISTRATO
Il processo nel tempo è stato rinviato allo scopo di raccogliere maggiori conferme e ulteriori elementi di indagini fino alla fatidica formula del “data da destinarsi”. Formula più che mai idonea per il prossimo pensionamento del presidente della corte, Salvatore Giardina, previsto per i primi di ottobre. Il risultato è che sarà necessario risentire tutti i testimoni ascoltati in primo grado, come previsto dalle recenti modifiche apportate all’articolo 603 del codice di procedura penale (riforma Orlando) che impongono al giudice, nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, di disporre la riapertura completa dell’istruttoria. Il 14 aprile 2015 in primo grado Riina era stato assolto, ma la Procura della Repubblica e l’Avvocatura dello Stato avevano presentato ricorso, sostenute anche dalla Regione Toscana. 
Il ministro della giustizia ha giustificato il fatto:La necessità di rinnovare il dibattimento in caso di appello del pm contro una sentenza fondata su prove testimoniali discende da una consolidata giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ampiamente recepita dalla Corte di Cassazione già prima della modifica legislativa dello scorso luglio, che ha semplicemente adeguato la formulazione della norma. Non vi è stato perciò alcun imprevedibile rallentamento del processo a seguito dell'entrata in vigore della recente riforma”.

#Processo #rifare #StrageRapido904 #pensionamento #Presidente
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...