Il 2015 "anno elettrico": record di fulmini caduti

05 agosto 2015, Americo Mascarucci
[Image:Left]L’estate 2015 sarà sicuramente ricordata per il caldo record, per le temperature elevate e per l’afa asfissiante, mentre il 2015 sarà probabilmente classificato come “anno elettrico”. 

Secondo infatti i dati del Cesi, l’istituto di monitoraggio delle attività temporalesche, nei primi sette mesi di quest’anno sarebbero caduti sulla penisola fulmini superiori a quelli caduti negli anni precedenti considerati nella loro globalità, quindi da gennaio a dicembre.

Ecco i dati: in Piemonte ne sono caduti oltre 96 mila, vale a dire circa 3,8 per chilometro quadrato di territorio regionale, almeno il doppio della media 2000-2014 (47 mila lampi, 1,9 al chilometro quadrato) riferita però a tutto l’anno, mentre ora mancano ancora agosto e settembre, mesi tradizionalmente interessati da eventi temporaleschi.

La statistica finale potrà essere ancor più eclatante e chiudere con un ulteriore record. A conti fatti, si registra quindi un aumento del 134% rispetto ai quasi 42 mila fulmini dello stesso periodo dell’anno scorso, nonostante la straordinaria piovosità del 2014. 

Il fenomeno si spiega in relazione alle temperature eccessivamente elevate che stanno caratterizzando l’estate 2015. Malgrado la prevalenza di anticicloni e dunque la rarità di estese perturbazioni che invece avevano funestato tutta la stagione estiva 2014, proprio il caldo intenso ha incentivato i moti ascensionali dell’aria all’origine di temporali di calore particolarmente produttivi in termini di elettricità. Più caldo dunque, più afa, maggiore possibilità di temporali. 

Non a caso a Torino e dintorni proprio al culmine di intense ondate di calura, il 7 giugno e il 4 luglio scorsi, si sono verificati temporali caratterizzati da fulmini particolarmente intensi che hanno illuminato le notti piemontesi, regalando ai presenti uno spettacolo inatteso e soprattutto inedito.
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