Demenza e Alzheimer, il pedaggio da pagare per vivere vicino al traffico

05 gennaio 2017 ore 13:01, Luca Lippi
È pericoloso vivere vicino a un’arteria urbana particolarmente trafficata, ad affermarlo è una ricerca epidemiologica canadese pubblicata sull’ultimo numero della rivista medico-scientifica The Lancet: “Chi vive nel raggio di 55 yards (50 metri) da strade ad alto traffico ha dal 7 % al 12 % in più di probabilità di sviluppare la demenza, rispetto a chi risiede a oltre 300 metri dalle auto in coda”. 
Il rischio che si corre è quello di degenerare fino a subire i danni di una demenza precoce. Per saperne, e capirne di più proviamo ad approfondire continuando a esaminare l’articolo di The Lancet.
Partiamo da casa nostra, quando il Corriere già da tre anni segue tutte le evoluzioni scientifiche di studio dei danni derivanti dal traffico. Nella primavera del 2015  il Corriere aveva pubblicato i risultati di una ricerca secondo cui lo smog fa male al cervello, specie a quello dei neonati.
Gli inquinanti penetrano nel circolo sanguigno e da lì nel cervello, diventando tossici anche per i neuroni. Potrebbero avere una parte anche in psicosi e demenze precoci, scriveva il corriere che relazionava su uno studio pubblicato sulla rivista americana Jama Psychiatry e firmato da Lilian Calderón-Garcidueñas, dell’Università del Montana.
Delle ultime ore l’allarme ancora più intenso;  chi vive nelle fasce entro 50 metri da strade e autostrade molto trafficate sviluppa più facilmente la demenza, lo scrive Bbc News, sottolineando che un recente studio  (realizzato dalla Public Health dell’Ontario su 6,6 milioni di canadesi tra i 20 e gli 80 anni) rivela come ben il 10% dei residenti vicino a arterie stradali congestionate soffra di demenza. 
Sottolinea il dottor Hong Chen, a capo della ricerca del Sistema Sanitario dell’Ontario “L’aumento della popolazione e la crescente urbanizzazione fanno sì che molte persone vivano vicine ad arterie congestionate, e con l’esposizione diffusa al traffico si verificano crescenti tassi di demenza. Anche se l’incidenza dell’esposizione allo smog fosse relativamente bassa, si tratta di una grave minaccia che pesa sul sistema sanitario pubblico”.

Demenza e Alzheimer, il pedaggio da pagare per vivere vicino al traffico

Nel corso della ricerca canadese, protrattasi dal 2001 al 2012, più di 243 mila persone hanno sviluppato la demenza, 31.500 il morbo di Parkinson e 9.250 la sclerosi multipla
Nel mondo, spiega il notiziario della televisione britannica, ci sono circa 50 milioni di persone affette da demenza (secondo l’Oms sono 47,5 milioni). E di questi, 850 mila sono inglesi, rileva il Daily Mail che allo studio epidemiologico dedica tutta la prima pagina (scrive il Corsera). 
Il rischio di demenza diminuisce, fermandosi a un più 4%, se si abita tra i 50 e i 100 metri da strade e autostrade; diventa del 2% se si risiede nella fascia 101-200 metri, mentre non si è registrato aumento del rischio di demenza per chi risiede oltre i 300 metri. La situazione di maggior pericolo riguarda chi vive in grandi città, a meno di 50 metri da una grande strada: fino al 12% di casi in più.
Almeno un caso ogni 10 di morbo di Alzheimer nelle aree urbane potrebbe essere associato al fatto di vivere in mezzo a traffico pesante”, scrive The Guardian, anche se la ricerca dell’Ontario non afferma “che siano esattamente i gas di scarico a provocare casi di degenerazione neuronale”. 
Il professor Rob Howard, docente di Psichiatria della terza età allo University College di Londra, che ha collaborato allo studio canadese afferma: “Sappiamo che il grave inquinamento dell’aria vicina alle arterie urbane è un male per la salute pubblica e anche se questo ultimo studio non spiega se il picco di casi di demenza sia effetto diretto dello smog, resta il fatto che dobbiamo ripulire l’aria nelle nostre città”.


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...