Padre di Fortuna: “Abbiamo denunciato Corrado Augias per diffamazione”. Cosa ne pensate?

05 maggio 2016 ore 15:32, intelligo

di Marina Simeone

La “cultura dello stupro” figlia del’ipersessualizzazione e oggettivazione del corpo femminile non risparmia alcuna personalità nel dibattito culturale pubblico? Corrado Augias pare essere nell’ultimo fraintendimento sul tema, almeno a detta dei familiari di Fortuna che non hanno gradito le sue parole nella trasmissione di Floris, su La7. “Abbiamo denunciato Corrado Augias per diffamazione, è vergognoso quello che ha detto su mia figlia”: ha detto Pietro Loffredo, il padre della bambina  violentata e uccisa a Caivano, rilasciando un’intervista a La Zanzara su Radio 24.

Padre di Fortuna: “Abbiamo denunciato Corrado Augias per diffamazione”. Cosa ne pensate?
Augias, intervistato a proposito dello stupro e dell’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, si era lasciato andare ad un commento critico, osservando l’immagine della bambina ha sostenuto: “Questa bambina che aveva 5-6 anni… la guardi bene… guardi com’è atteggiata, e com’era pettinata, e come sono i boccoli che cadono… Questa è una bambina che a 5-6 anni si atteggia come se ne avesse sedici o diciotto (…) Questo stridore mi fa capire che anche lì si erano un po’ persi i punti di riferimento“.  Una critica schietta che ha subito suscitato aspre polemiche e pare una querela da parte della famiglia della piccola nei riguardi del giornalista. Corrado Augias si è però difeso dalle accuse dichiarando: “Non avevo mai visto una bambina pettinata e conciata in quel modo, ma non voglio suggerire che il suo aspetto abbia potuto sollecitare il pedofilo che l’ha uccisa. Il mio era un ragionamento complesso e partiva dall’analisi di una foto che mi ha fatto fare un balzo dalla sedia… In quella foto è drammatico il contrasto tra la statua di un santo e una bambina abusata due volte, una dal suo carnefice e una dall’ambiente sociale nel quale ha consumato una infanzia perduta”. Un ragionamento complesso, una critica all’ambiente sociale che “consuma” la spontaneità dell’infanzia e ancor più dell’adolescenza.

L’erotizzazione delle bambine lungi dall’essere oramai espressione del costume d’oltre oceano è inserita a pieno titolo nella industria pubblicitaria, che utilizza volti freschi e gioiosi imprimendo forzatamente su di essi la sensualità pubblicitaria. Un gioco che secondo alcuni viola la freschezza di un percorso di vita freneticamente accelerato.A questo punto sorge spontaneo chiedersi se i bambini oggi sono eccessivamente stimolati oltre che dalla società dalle proprie famiglie a crescere non rispettando le soste doverose durante il percorso? Oppure è il momento storico che semplicemente impone altri modelli, rispetto a quelli alla generazione di Augias, e noi non sappiamo interpretarli nella giusta maniera?

Chi ha ragione secondo voi?

autore / intelligo
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