Beccato cameriere, spruzzava insetticida al matrimonio. Era meglio la mosca [FOTO]

05 ottobre 2016 ore 11:15, Andrea De Angelis
"Cameriere, ho una mosca nel piatto". Quante volte avrete sentito pronunciare questa frase, associata non necessariamente al piccolo, fastidioso insetto, ma anche a un capello o a un pelo. 

Questa volta però la richiesta non è arrivata dai clienti. Anzi. Il cameriere si sarebbe accorto da solo della presenza di mosche nelle pietanze. E, trattandosi di un matrimonio (dove tutto, dunque, deve essere particolarmente impeccabile), avrebbe pensato bene di intervenire tempestivamente. Ma non cercando di allontanare le mosche, bensì eliminandole con un moderno insetticida. Il punto è però questo: se le mosche sono sui cibi e l'insetticida va a colpirle, indovinate un po' dove terminerà "la sua corsa" una volta spruzzato?

Beccato cameriere, spruzzava insetticida al matrimonio. Era meglio la mosca [FOTO]
Così, come riportano le agenzie, è sportellodeidiritti.org a pubblicare l'immagine eloquente senza pubblicare nomi e luoghi, "solo perchè dalla prossima volta in cui riceveremo una segnalazione saremo pronti a mettere alla gogna i responsabili". "La soluzione più semplice e banale per il personale è quella di spruzzare, in dosi ampiamente visibili una gran quantità d'insetticida spray per scacciare via i fastidiosi insetti senza pensare minimamente che inevitabilmente, le microscopiche goccioline sarebbero ricadute sui cibi con conseguenze sulla salute dei commensali, adulti e bambini, che potevano essere nefaste. Tutto ciò pensando di essere inosservati, mentre c'è un fotografo che, poco lontano, col suo potente obiettivo, immortala i gesti dell'inserviente e poco dopo invia le fotografie allo Sportello dei Diritti evidenziando che non è la prima volta che gli capita di vedere scene del genere nel corso di ricevimento", si legge sul sito.
"C'è poco da commentare questa volta, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ma la foto che cortesemente ci sono state trasmesse la dicono tutta sulla scarsa sensibilità per la salute dei clienti che s'incontra troppo soventemente".
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