Il vero terrorista comunista Battisti e il falso fascista della spiaggia di Chioggia

05 ottobre 2017 ore 10:11, Americo Mascarucci
Cesare Battisti di nuovo in manette. Il terrorista italiano condannato in contumacia all'ergastolo con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso con altri, è stato arrestato mentre cercava di varcare il confine tra Brasile e Bolivia. Battisti è stato fermato per un normale controllo stradale messo in atto dalla Polizia per intercettare i trafficanti di droga che spesso utlizzano proprio quel tragitto per trasportare gli stupefacenti. Alla base dell’arresto vi sarebbe una falsa dichiarazione. Battisti trovato pulito al controllo avrebbe riferito di dirigersi in un vicino fiume a pescare, ma i poliziotti dopo averlo seguito hanno scoperto che in realtà voleva oltrepassare la frontiera. Da qui il fermo. L'accusa è quella di aver tentato di esportare illegalmente dei soldi all'estero. In suo possesso gli sarebbero state trovate delle somme di denaro.
Il vero terrorista comunista Battisti e il falso fascista della spiaggia di Chioggia

LA STORIA
Battisti dopo essere fuggito dall’Italia in quanto ricercato come terrorista, si è rifugiato prima in in Messico e poi in Francia, dove ha beneficiato a lungo della protezione concessa dal presidente Mitterand  e dove ottenne la naturalizzazione poi revocata. E’ arrivato in Brasile nel 2007, dove ha scontato in totale sette anni di carcere. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell'estradizione in Italia, concedendo il diritto d'asilo. Della questione fu investita la Corte costituzionale brasiliana su sollecito della nuova presidente del Brasile, Dilma Rousseff, che l'8 giugno 2011 negò definitivamente l'estradizione. 

LA SPIAGGIA DI CHIOGGIA
Ma ieri è stata anche la giornata della richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Venezia nei confronti del gestore della spiaggia lido di Playa Punta Canna di Chioggia finita al centro delle polemiche a causa della presenza di foto e cartelli che si richiamavano espressamente al fascismo. Contro il gestore la Procura aveva aperto un’inchiesta per apologia di fascismo. Ma ora secondo i Pm quelle foto del Duce esposte nella spiaggia e i motti fascisti non avrebbero mai rappresentato, in realtà, un pericolo per lo Stato. Anche perché Gianni Scarpa aveva immediatamente ottemperato all’ordine del prefetto di Venezia di rimuovere immediatamente ogni richiamo al fascismo senza opporre resistenza.

IL PARADOSSO
Perché le due cose sono strettamente collegate? Battisti come detto è stato condannato in via definitiva per più omicidi, eppure i media ne esaltano le lodi di scrittore di romanzi noir e a sfondo autobiografico. Non solo, non sono mancati in Italia movimenti di opinione a sostegno del terrorista quando l’Italia ne chiese l’estradizione con prese di posizione di politici e intellettuali in solidarietà a Battisti e a sostegno della mancata concessione dell’estradizione da parte del Brasile. Del resto non c’è da stupirsi se si considera che illustri esponenti delle Brigate Rosse, anche condannati per terrorismo, vengono invitati nelle università per tenere lezioni agli studenti.
In compenso però la stessa Italia che legge i romanzi di Cesare Battisti e ne difende il diritto a vivere in pace alla faccia delle vittime del terrorismo e dei loro familiari, si è indignata per quel gestore della spiaggia di Chioggia che ostentava nel suo stabilimento foto del Duce e motti del ventennio. Peccato che quel pericoloso fascista sia stato oggi ritenuto dai pm completamente "innocuo" visto che, al di di là dei simboli e delle frasi esposte nel lido, non sarebbe stato mai capace di far del male ad una mosca: quel gestore per altro difeso da tutti gli ospiti del bagno che hanno proprio elogiato la sua capacità di mantenere pulito e ordinato lo stabilimento attraverso il ricorso al tanto vituperato "vademecum fascista" (che poi altro non erano che regole di buon senso e buona educazione). Paradossi di un’Italia che sembra guardare sempre la pagliuzza e mai la trave nel proprio occhio. 

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