I musulmani non toccano le donne, esentati in Svizzera: rabbia anche per altre discriminazioni

06 aprile 2016 ore 9:51, Americo Mascarucci
Una scuola media in Svizzera ha autorizzato due suoi alunni musulmani di origini siriane a non stringere la mano all'insegnante perché donna. 
La decisione è stata adottata presa dall'istituto del comune di Therwil, cantone di Basilea Campagna.
Gli studenti hanno spiegato che poiché l’insegnante non è un membro della loro famiglia, in base all’Islam il contatto fisico con lei è loro proibito. Altri casi simili si sono verificati nelle scuole del comune di Muttenz. Secondo la presidentessa delle scuole di Therwil, Christine Akeret, la soluzione trovata dall’istituto non è per niente soddisfacente ma le autorità politiche, quando sono state interpellate, non hanno saputo aiutare i professori lavandosene le mani. E naturalmente montano le polemiche
L’associazione degli insegnanti del Cantone è insorta contro i responsabili della scuola definendo la loro decisione "discriminatoria nei confronti delle donne". 

I musulmani non toccano le donne, esentati in Svizzera: rabbia anche per altre discriminazioni
Tuttavia non si tratta della prima richiesta di esenzione avanzata dai musulmani per questioni di ordine religioso. Qualche mese fa fece molto discutere il caso di Guastalla, nel reggiano, dove tre famiglie musulmane si erano presentate nelle scuole frequentate dai figli chiedendone l'esenzione dall'insegnamento delle discipline musicali.
"Il Corano vieta la musica" avevano sostenuto. Caso questo analogo ad altre scuole d’Italia dove tuttavia fu stabilito che non era possibile esentare gli alunni da una disciplina prevista nei programmi scolastici. 
In Svizzera invece si è deciso di assecondare una richiesta francamente discutibile che troverebbe riferimento in un passo del Corano in cui Maometto dice: "Il fatto che piantino un ago di ferro nella testa di uno di voi, sarebbe meglio per lui, piuttosto che toccare la mano di una donna che non gli sia lecita". Una frase che forse andrebbe inserita in un contesto più ampio non certamente quello di una semplice stretta di mano nei confronti di un'insegnante. Secondo le interpretazioni più rigide del Corano la frase imporrebbe un divieto esplicito di contatto con qualsiasi donna che non sia della famiglia.
E poco importa che si evidenzi in questo modo una chiara forma di razzismo nei confronti dell'altro sesso, una discriminazione per il genere femminile di chira matrice fondamentalista. Ma se questa è l’integrazione!

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