Mark Zuckerberg vittima degli hacker: volevano verificarne la sicurezza

06 giugno 2016 ore 11:37, intelligo
di Luciana Palmacci 

Neanche il re dei social è al sicuro da attacchi hacker. Gli account Instagram, Twitter, LinkedIn e Pinterest di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, sembrerebbero essere stati brevemente violati nella giornata di domenica scorsa da un gruppo denominato Ourmine. Gli hackers, con più di 40.000 seguaci su Twitter, hanno giustificato l’assalto affermando di aver effettuato la violazione degli account solamente per verificarne la solidità. Il gruppo si sarebbe poi vantato dell’impresa attraverso il proprio account Twitter invitando addirittura Mark Zuckerberg a contattarli. Anche su Pinterest, dove i cyber-criminali hanno realizzato una pagina sul profilo personale di Mark Zuckerberg dal titolo "Hacked by OurMine Team", nella descrizione della ‘board’ hanno sottolineano che l'attacco era stato solo un test per verificare la sicurezza degli account. 
Mark Zuckerberg vittima degli hacker: volevano verificarne la sicurezza

Cracker o hacker? Difficile capirlo, tuttavia ricordiamo che il 18 maggio scorso LinkedIn aveva annunciato che più di 100 milioni di account erano stato violati nel 2012 e che erano stati solo di recente pubblicati online i risultati della violazione. Chissà che il tutto non stimoli Zuckerberg a riflettere ulteriormente sulla sicurezza degli account e delle identità online, per la quale non si fa mai abbastanza in virtù delle continue violazioni che su vari fronti sono emerse nel tempo minando la fiducia con cui l’utenza affida i propri dati a server e servizi. 
Dopo l’accaduto Twitter ha rifiutato di commentare e i rappresentanti di Facebook, Pinterest, Instagram e LinkedIn non hanno risposto alle richieste immediate di commento sulla vicenda. Difficile quindi capire esattamente quanto accaduto, ma con ogni probabilità questa è semplicemente la conseguenza di quello che succede quando le password di un account di un personaggio estremamente famoso come Mark Zuckerberg finiscono nelle mani di hacker o di cracker professionisti senza che sufficienti tutele consentano il travaso del rischio da un social network ad un altro.
autore / intelligo
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