Braciole alla riscossa: la carne inquina? Quanto un vegetariano in auto

06 maggio 2016 ore 8:41, Luca Lippi
Alle porte c’è il TTIP di matrice chiaramente statunitense, finalmente arriverà la mitica carne americana, texana, quella bella gonfia di ormoni e di antibiotici, saporita artificialmente e di bellissima presenza, e allora Coldiretti mette le mani avanti per non cadere indietro. 
Lanciato il #bracioleallariscossa direttamente dall’ex stabilimento del Lingotto di Torino, bacino di produzione industriale inquinante ora destinata per qualche ora alla celebrazione della carne italiana, la più buona la più bella la più di tutto e di tutti, e chissà se parimenti inquinante secondo la comunità scientifica.

Braciole alla riscossa: la carne inquina? Quanto un vegetariano in auto

Prima di mettere “troppa carne al fuoco” andiamo con ordine: la Giornata nazionale della Carne italiana dentro e fuori il Centro Congressi del Lingotto di Torino contro gli allarmismi infondati, le provocazioni e le campagne diffamatorie è promossa da Coldiretti insieme a operatori dell'industria, del commercio, della ristorazione, del turismo e del mondo scientifico. La discussione verte sul divieto del consumo della carne poiché causa di diversi disturbi che minano pericolosamente la salute, in parte è vero, ma è altrettanto vero che chi volesse nutrire "verdemente" il pianeta dovrebbe trovare un fazzoletto di terra da coltivare  a cereali che fanno tanto salute e radical chic, ma che da quelle piante che dal grano al mais e dal riso all'orzo ci fanno sazi e insieme grassi, diabetici e cardiopatici, ma tanto ecologici.
Lo scopo della manifestazione è una “strambata” culturale, è la riscossa degli onnivori e una operazione verità sulla carne italiana ed i suoi primati qualitativi e di sostenibilità ambientale, ma anche una occasione per aiutare con equilibrio e buonsenso a fare scelte di acquisto consapevoli e non cadere in pericolose mode estreme.
Poi c’è la considerazione ecologica che ha il suo perché, ma come in tutte le cose la soluzione è nel mezzo e nel buon senso. La produzione di carni bovine utilizza più acqua, terra e concime azotato delle altre e produce più gas a effetto in un confronto per calorie consumate. I costi ambientali per ogni caloria consumata di prodotti lattiero-caseari, pollame, carne di maiale e uova sono tra loro paragonabili, ma sorprendentemente inferiori rispetto gli impatti delle carni bovine", spiegano i ricercatori. Dunque c’è una relazione importante fra l’inquinamento e l’allevamento di carni ad uso alimentare, sarà forse questo il motivo per cui è stato destinato il Lingotto per il braciola pryde?
Vediamola come una battaglia di buon senso, dove gli agricoltori vengono a tirarci fuori dal finestrino delle nostre macchine inquinanti per ricordarci che nonostante tutto la nostra identità italica è anche la porchetta il prosciutto, il cotechino e ill bollito, la cotoletta alla milanese e il capocollo, la “sizza” di Battipaglia e il Grana, salami salamini e norcinerie varie fino al ragù bolognese. A questo dobbiamo aggiungere il San Giovanni (baccalà) e il merluzzo come tanto pesce azzurro che non crescono dal solco dell’aratro.
E allora è festa per gli onnivori, ma sempre con buon senso.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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