Armi, sesso, istrici e bimbi: Facebook Marketplace come il deep web?

06 ottobre 2016 ore 8:47, Adriano Scianca
Solo pochi giorni fa avevamo parlato di Marketplace, il servizio di ecommerce con cui Facebook potrebbe iniziare a fare concorrenza a eBay e agli altri giganti del settore. Rilanciata dopo 9 anni anni in Usa, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, l'applicazione è partita con le migliori intenzioni, ma l'esordio è stato quanto meno controverso. Nel giro di alcune ore dal lancio, la società di Mark Zuckerberg è stata costretta alle pubbliche scuse.
 
Armi, sesso, istrici e bimbi: Facebook Marketplace come il deep web?
In vendita erano infatti finiti beni e servizi vietati: armi e droghe illegali, prestazioni sessuali, cani e cuccioli di istrice. Ma anche bambini e, addirittura, parti del corpo. Un problema tecnico, ha spiegato un manager della compagnia, ha impedito al sistema di revisione di Facebook di identificare i post che violavano le politiche commerciali e gli standard della community. "Stiamo lavorando per risolvere il problema e controlleremo da vicino i nostri sistemi per avere la certezza che stiamo individuando e rimuovendo correttamente le violazioni, prima di dare a un numero maggiore di persone l'accesso al marketplace", ha detto Mary Ku, direttrice della gestione prodotto. "Ci scusiamo per questo problema". 

Nelle intenzioni, Marketplace vorrebbe offrire una piattaforma strutturata per le transazioni che, secondo il project manager Bowen Pan, già 450 milioni di persone al mese effettuano attraverso il social network. Non verrà comunque pagata alcuna commissione al social network, che dall'altra non avrà alcuna responsabilità su un eventuale cattivo esito dell'acquisto. All'inizio le offerte proposte agli iscritti saranno basate sulle pagine alle quali si è messo “mi piace”, per poi essere, in seguito, incentrate sulla storia degli acquisti effettuati e delle offerte visionate. 

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