Millennials italiani hackerabili, password uguali e banali. Consigli di Google

07 febbraio 2017 ore 15:35, Americo Mascarucci
Anziché rendere difficile la vita agli hacker, spesso e volentieri si fa di tutto per agevolargli il lavoro. Infatti la maggioranza dei 'millennials' italiani mancherebbe totalmente di originalità nella scelta delle password al punto da utilizzare la stessa per più account e per di più con chiavi d'accesso del tutto banali. I dati parlano chiaro: fra i  'millennials' italiani il 55% ha utilizzato la stessa password per alcuni o per la maggior parte dei propri account, mentre il 19% ha usato la parola "password" o una serie di numeri in sequenza come chiave d'accesso. 
Da qui l'allarme di Google lanciato in occasione del Safer Internet Day, pubblicando i dati di una ricerca commissionata a YouGov.
Google evidenzia come questo renda più facile la vita ai ladri informatici dal momento che, rubata una password, vengono rubate anche tutte le altre.
Millennials italiani hackerabili, password uguali e banali. Consigli di Google
 

Da qui quindi i consigli di Google per navigare in sicurezza.
"Il primo strumento di difesa per tenere al sicuro i propri dati sono le password, è bene averle sempre complesse e diverse per ogni servizio. In collaborazione con la Polizia Postale e Altroconsumo, Google ha fatto visita a cinque città italiane per sensibilizzare i giovani a migliorare la loro sicurezza online. Meglio usare password differenti almeno per l’email e per l’online banking:
 La compagnia di Mountain View consiglia anche di sforzare le meningi e dare sfogo all'originalità inventando password non banali, lunghe il più possibile e difficili da indovinare.
Ricorda inoltre l'importanza di alcuni strumenti tecnologici, come la "tecnologia di Gmail che verifica quali messaggi sono sicuri e quali non lo sono", col risultato che "l'inbox contiene meno dello 0,1% di spam". Inoltre per navigare in sicurezza c'è 'SafeBrowsing' un avviso che suggerisce di non visitare un sito perché potrebbe contenere qualcosa di "pericoloso", come malware o truffe che usano il phishing.
Insomma, spesso e volentieri ci si lamenta della scarsa sicurezza sui social e su internet, quando spesso e volentieri sono proprio gli utenti i primi responsabili delle falle che generano accessi abusivi. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...