Zitti tutti, risponde alle polemiche il sindaco di Cerignola: "Il bambino andava scosso"

07 luglio 2016 ore 11:33, Americo Mascarucci
Il sindaco di Cerignola Franco Metta non ci sta a passare per un "mostro".
Ieri tutti i media hanno diffuso il video con gli insulti rivolti ad un bambino del posto che si era vantato di essere stato bocciato. Il bambino era scoppiato in lacrime e tutti avevano stigmatizzato il modo brusco e inappropriato con cui il primo cittadino si era rivolto a lui per fargli capire che non c’era nulla di cui vantarsi in una bocciatura.
La scena ripresa con un telefonino era stata postata su Facebook diventando in poco tempo un video virale.
Il sindaco spiega oggi il senso del suo gesto e non sembra affatto pentito di aver usato quei termini nei confronti del suo giovane concittadino.
Repubblica lo ha intervistato e lui si è difeso dicendo: "Mi sembra frettoloso dire che la reazione sia stata unanimemente negativa. Chi ha assistito alla scena ha capito lo spirito del mio intervento. Io, al posto dei tanti soloni che mi stanno criticando, mi sarei scandalizzato dell'opposto: ovvero di un sindaco che non avesse replicato ad una cosa così grave".

Nessun pentimento dunque, nessuna autocritica, anzi: "Il bambino, di cui non conosco il nome né la famiglia – ha aggiunto Metta - mi ha detto a muso duro e in dialetto di essere stato bocciato. Lo ha fatto con un tono sprezzante, di superiorità. Io ho usato lo stesso linguaggio e gli stessi modi, adirandomi volutamente per fargli capire l'errore della sua rivendicazione".
Zitti tutti, risponde alle polemiche il sindaco di Cerignola: 'Il bambino andava scosso'
Forse però i modi e i toni sono stati esagerati, troppo aggressivi e offensivi per un bambino di quell'età? "Gli ho detto, in cerignolano - spiega il sindaco - che è un 'trimone' se non studia. Un'espressione cara anche al nostro presidente della Regione Puglia, mi pare. Possiamo discutere dei modi, ma resto convinto che fosse mio dovere intervenire e spiegare che una bocciatura non può essere un vanto. Finita la storia, il bambino è stato con me per almeno 20 minuti: non è scappato, non ha pianto. E' questo l'atteggiamento di un piccolo umiliato? Non credo".
Per il primo cittadino il fine giustifica i mezzi: "Il fine è ottimo, il mezzo brutale. Ma ho ritenuto che fosse il più adeguato per scuotere quella giovane vita. Se avessi modo di verificare che, grazie al rimprovero del sindaco, quel bambino
 diventerà uno studente modello sarei certo di aver fatto la più bella azione da sindaco della mia vita. E quanti mi attaccano oggi sono le stesse persone che domani si lamenteranno dei teppisti che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini".
 

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