La password della settimana: Yotuber

07 ottobre 2016 ore 15:38, Paolo Pivetti
Dichiara 16 anni ma non li dimostra  e di sé dice: “Sono una chiacchierona, amo editare i video, gli anime (dall’abbreviazione di animeshon, translitterazione di animation, film di animazione giapponesi) i manga (termine giapponese per indicare i fumetti), i cartoni della Disney...”
Così si presenta, con sorrisi, smorfiette, e apparecchio ai denti, e occupa il suo spazio di giovane star di You Tube: una Youtuber coi fiocchi. Dicono i giornali che il suo canale conti più di 200.000 adesioni, ma i suoi video pare raggiungano anche un milione di visualizzazioni.
Un esempio di suoi videomessaggi:
-Quando la tua amica vera è brava nello sport cosa pensi? “Vai! Sei fortissima!“
-Quando la tua amica falsa è brava nello sport, cosa pensi? “La odio! Perché è così brava?”
-Quando la tua amica vera scherza cosa pensi? “Sei top!”
-Quando la tua amica falsa scherza, cosa pensi? “Ma si crede simpatica?”
-Questo era “Amica vera versus amica falsa”. Non dimenticatevi di lasciare un “mi piace “e di scrivere o.k, di condividerlo su Facebook...”
Altro esempio:
“Oggi parliamo di una cosa che riguarda tutti, tutti, tutti. Proprio tutti: quando compriamo un cellulare nuovo. 

Diventiamo degli informatici, nerd, hacker (termini per designare espertissimi di informatica); guardiamo quanti gigabyte può tenere, la memoria, la qualità della fotografia, e poi non è che ci capiamo molto comunque ci sentiamo più importanti e sembra la scelta della nostra vita...”
Nessuno s’immagina che queste graziose superficialità nascano da sé. Basta vedere lo sfondo accuratamente ingenuo, l’apparente trascuratezza dei video, per capire che dietro c’è il marketing.
Infatti la nostra youtuber è anche autrice e testimonial di una collana in carta stampata dedicata alle giovanissime, pubblicata da una grande casa editrice. Titoli: “Come sopravvivere all’amicizia”, “Come sopravvivere allo specchio”, “Come sopravvivere alla scuola”, “Come sopravvivere all’amore”... dove le pagine abbondano di faccette, cuoricini, colori e sagge conclusioni tipo: “Ho capito che essere belle è fantastico, ma avere un brutto carattere è la cosa peggiore che ti possa capitare.”
È dunque questo il linguaggio dei giovani? Ma se speriamo di consolarci rifugiandoci nel linguaggio degli adulti, leggiamo sul Corriere della Sera di qualche giorno fa questo titolo: “Ora anche il Classico ha i like”. È un articolo che illustra le rinate preferenze dei ragazzi per le lingue classiche, con le parole di una professoressa di latino e greco in un liceo di Milano: “...mi commuovo di fronte al miracolo di ragazzi di 14 anni nel 2016 che sono disposti a giocarsi un like sul Greco e il Latino...”
Oltre al greco e al latino, una professoressa, oggi, deve ben conoscere anche il linguaggio di You Tube.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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