Taranto "città dei tumori": personale ridotto e strutture carenti impediscono la prevenzione

08 giugno 2016 ore 16:10, Americo Mascarucci
E' a dir poco drammatica la situazione dei tumori a Taranto.
E' infatti disponibile, sul sito della ASL di Taranto, l’aggiornamento del Registro Tumori che conferma la gravità della situazione per i "residenti nell’area a rischio ambientale".  
L’aggiornamento pubblicato sul sito della ASL conferma "la maggiore incidenza neoplastica nel distretto del comune di Taranto rispetto al resto della provincia".
A Taranto si manifestano infatti eccessi di tumori di vario tipo. 
In particolare il cancro allo stomaco, al colon, al fegato e al polmone. Per non parlare del mesotelioma, collegato all’amianto. Ma preoccupa anche il melanoma, che è collegato a fattori ambientali, cosa poco nota ma acclarata da recenti ricerche. 
Nella città di Taranto vi sono eccessi di cancro al rene, alla vescica e alla prostata, mentre nelle donne all’utero. 
I dati diffusi fanno riferimento al triennio 2009-2011. E nella provincia di Taranto ci sono stati 18mila tumori. Per gli uomini, nel 16,8%, la malattia si sviluppa nell’apparato respiratorio (polmoni e bronchi). Il 16,2%, invece, riguarda la vescica. Per le donne la maggioranza dei tumori è alla mammella (29%).
Il dato ancor più preoccupante è che il sistema sanitario è decisamente carente e non risponde adeguatamente al numero di malati e di malattie.

"Non per nulla Taranto è sito di interesse nazionale - spiega Sante Minerba, direttore del registro tumori di Taranto - E' assodato che ci sono patologie che hanno fattori di rischio ambientali-professionali riconoscibili per natura scientifica. Va precisato che le neoplasie sono un dramma che colpisce tutta la nazione, purtroppo. Con questo studio noi distinguiamo l'eccesso che purtroppo conferma il contributo ambientale. A Taranto c'è un record di tumori al polmone tra gli uomini e le statistiche per ora confermano che anche se si eliminano i fattori di rischio, gli eccessi non scompaiono certo in due anni".  
Gli esperti devono anche ammettere di non poter "calcolare quando sia avrà il picco del numero dei malati. Si tratta di patologie con una latenza varia, i cui fattori scatenanti sono diversi per ciascuna". 
Molti uomini si ammalano al lavoro. 
Repubblica riferisce che i dati dello studio Sentieri realizzato dall'Istituto superiore di sanità riferiscono di elevata presenza di tumori in età pediatrica e più 21 per cento di mortalità infantile rispetto alla media regionale.
I bimbi malati di leucemia non possono curarsi perché all'ospedale Moscati non esiste un reparto di oncoematologia pediatrica. 
Nella relazione dell'Asl si legge che è necessario "provvedere alla stabilizzazione del personale impegnato nelle attività di sorveglianza e valutazione epidemiologica e al potenziamento delle strutture di assistenza, del personale sanitario, storicamente sottodimensionato e, infine, alla costruzione del nuovo ospedale San Cataldo".

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