Prof in malattia ballava il tango in Olanda: il gip la perdona

08 luglio 2015, Americo Mascarucci
Prof in malattia ballava il tango in Olanda: il gip la perdona
Una sentenza che sicuramente farà discutere e che non mancherà di scatenare polemiche. Il Gip di Palermo ha infatti assolto un’insegnante finita agli onori della cronaca perché, mentre era assente da scuola usufruendo dei permessi concessi dalla legge 104 per assistere il padre malato, si era recata ad Amsterdam a frequentare un corso di tango. 

Lei stessa si era messa nei guai pubblicando su Youtube il video delle esibizioni in terra olandese, mentre appunto sarebbe dovuta restare a casa ad assistere il padre. Una volta scoperta era stata denunciata perché, a detta del dirigente scolastico, il comportamento della prof tanghera poteva configurarsi come una truffa aggravata e continuata a danno dello Stato e una falsità ideologica. 

Ebbene, il Gip ha escluso reati a carico della donna. Infatti secondo quanto stabilito dal giudice, la sua assenza dalla scuola per sette giorni sarebbe costata allo Stato “solo” 400 euro. Troppo poco per essere considerata una truffa, visto che il danno erariale risulta inferiore ai 4.000 euro previsti dalla legge. 

Una sentenza che sta facendo discutere soprattutto per le motivazioni addotte dal Gip. 

Anche perché la cifra di 400 euro ritenuta irrilevante dal Gip, in realtà corrisponde in molti casi alla pensione di una casalinga. Ciò che lascia interdetti è poi il fatto che non si sia tenuto conto della disinvoltura con cui l’insegnante si è comportata. Non soltanto si è assentata da scuola appellandosi alla esigenza di assistere il padre malato, ma non contenta di ciò ha pure postato su Youtube il video delle sue esibizioni ad Amsterdam, quasi a fregarsene altamente delle leggi dello Stato o peggio vantandosi di aver fatto tutti “contenti e c…” grazie ai benefici della legge 104. 

Per il Gip dunque non c’è reato ma soltanto perché la cifra è troppo bassa per poter essere considerata un danno erariale e dunque una vera e propria truffa a danno dello Stato. Una sentenza che rischia paradossalmente di costituire un pericoloso precedente perché qualsiasi dipendente statale, fatti due conti in tasca, potrebbe benissimo darsi malato, o se ha familiari malati a carico richiamarsi alla 104, per andarsene beatamente a spasso per il mondo a farsi i cavoli propri, senza bisogno di consumare il monte ferie annuo. 

L’importante alla fine è non superare 4000 euro e dunque restare al di sotto del parametro minimo fissato dalla legge per configurare il danno erariale per lo Stato. Incredibile ma vero! Roba da paese dei balocchi.

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