Festa di fine Ramadam in parrocchia: per Lega "un insulto", non per la Curia

08 luglio 2016 ore 8:07, Americo Mascarucci
E' bufera ad Aosta per la decisione di organizzare la festa di fine Ramadam in una parrocchia della città.
Sabato scorso infatti in uno dei saloni di proprietà della parrocchia di Maria Immacolata è stato organizzato un aperitivo, a base di piatti della tradizione africana, per festeggiare la fine del periodo di digiuno e preghiera dei fedeli musulmani. L'iniziativa è stata organizzata dalla onlus Baobab che promuove l'integrazione e la cultura africana ad Aosta e ha ottenuto l'ok e l'ospitalità della parrocchia.
Come era prevedibile la decisione non ha mancato di scatenare polemiche. 
E' scesa in campo la Lega Nord che con una nota ha attaccato
"Una scelta sconcertante, un vero insulto. Si è trattato di una festa che è se non contraria, perlomeno confliggente con i valori che dovrebbero essere affermati in quel luogo - scrivono i rappresentanti del Carroccio  -Chiediamo alle autorità religiose competenti di spiegarci secondo quale criterio siano stati concessi quegli spazi, visto l'abbondanza di luoghi pubblici da utilizzare per quello scopo".

Festa di fine Ramadam in parrocchia: per Lega 'un insulto', non per la Curia
La risposta della Curia non si è fatta attendere: "La festa di fine Ramadan è organizzata dall'Associazione Baobab Africani di Aosta, associazione che riunisce cittadini aostani di origine africana di diverse nazionalità e religioni, soprattutto cattolici e musulmani - rispondono con una nota congiunta la Curia arcivescovile e la Parrocchia incriminata - E' un'iniziativa tesa a mantenere vive le tradizioni degli aderenti e a favorire l'integrazione culturale. Spesso queste iniziative - prosegue la nota - si svolgono nei locali della Parrocchia dell'Immacolata, retta dai Missionari Oblati che, proprio come missionari, conoscono direttamente la cultura dei Paesi di origine dei membri dell'Associazione e spesso hanno fatto personalmente esperienza dei rapporti pacifici tra cristiani e musulmani in alcuni di questi Paesi. Lo spirito della Parrocchia - conclude la nota - in pieno accordo con la Diocesi, è di contribuire a far crescere il desiderio di conoscenza reciproca fra le diverse culture che convivono nella nostra città e di permettere l'incontro mutuamente rispettoso tra credenti di diverse religioni".
   

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