La 'nuova Inquisizione', psicologi contro Veneziani: Evola no, bimbi ai gay sì

08 maggio 2017 ore 13:12, Americo Mascarucci
Una vicenda che lascia senza parole quella di cui è rimasto vittima Marcello Veneziani e raccontata da lui stesso oggi sulle colonne del quotidiano Il Tempo. Una vicenda che sta a dimostrare come l’assurdità di certi pregiudizi culturali da "guerra civile" continui ad influenzare una certa retorica resistenziale destinata a produrre, in nome della difesa della democrazia, censure e ostracismi inaccettabili. Ma andiamo per ordine.
La 'nuova Inquisizione', psicologi contro Veneziani: Evola no, bimbi ai gay sì

LA VICENDA - Veneziani è stato invitato a presentare il suo libro ''Alla luce del Mito'' a Siracusa, a metà Giugno, in occasione delle tragedie greche rappresentate al Teatro; la conferenza di presentazione, racconta lui stesso,viene inserita dopo un seminario nazionale del Cipa, Centro Italiano di Psicologia Analitica. 
Dall'Istituto viene diffusa una nota. Leggete bene il contenuto:  
''Marcello Veneziani è un ideologo dell’estrema destra, influenzato dal pensiero di Julius Evola, interprete di una retorica dogmatica che si colloca agli antipodi della ricerca scientifica in psicologia analitica… Consideriamo la sua partecipazione una pubblicità controproducente per la nostra disciplina e per la credibilità del progetto culturale che abbiamo in comune''

LE REAZIONI - Tutti i componenti l'istituto, osserva Veneziani, firmano il documento, parlando di ''presa di posizione antifascista'', e solo pochi ne prendono le distanze, fra cui Renato Cattaneo:
''Veneziani – dice – che conosco e leggo da anni, verso cui non ho particolare affezione, non è un ideologo dell’estrema destra. Se volete firmare, firmate pure, ma firmate consapevoli. Mi pregio di aver letto vari suoi libri, tra cui anche la sua tesi di laurea proprio sul pensiero di Evola''. Così prosegue: ''Non mi colpisce tanto l’inesattezza del contenuto (''Veneziani ideologo dell’estrema destra'': falso…e vi sfido a dimostrarlo), ma la banalità del processo univoco della “lettera aperta da firmare”, dei buoni contro i cattivi''. 

LA DIFESA DI GALIMBERTI - E su questo, racconta Veneziani si è espresso anche il filosofo Umberto Galimberti, che scrive: ''Marcello Veneziani, per me, è un pensatore di destra molto serio e intelligente. Ho letto da sempre i suoi libri, compreso l’ultimo, Alla luce del mito (Marsilio) che ho trovato a tal punto interessante da citarlo nella mia rubrica del sabato ''D. La Repubblica delle donne''. Mi spiace che da parte della società analitica a cui appartengo abbia subito un simile rifiuto''. ''Apriamoci e parliamo con tutti. Se in Italia la destra avesse interlocutori all'altezza di Marcello Veneziani, forse anche in Italia, per il tempo in cui la destra era al governo senza governare, forse non ci troveremmo ultimi in Europa su molti fronti". 
La 'nuova Inquisizione', psicologi contro Veneziani: Evola no, bimbi ai gay sì

IL PREGIUDIZIO ANTI-EVOLIANO - Dunque Veneziani è colpevole di "evolismo"?  Essere influenzati da Evola è un reato? Forse pochi sanno che molti pregiudizi su Evola sono stati poi smentiti anche a livello storico. Soprattutto è stata smontata l’idea di Evola "complice" dell’olocausto degli ebrei dal momento che la sua ostilità contro il mondo ebraico non era di natura biologica ma prettamente spirituale. Nel 1937 infatti il filosofo aveva pubblicato Il Mito del Sangue (poi riedito nel 1942) dove ricostruisce le concezioni sulla razza dalle civiltà antiche fino alle teorie del XVIII secolo (de Gobineau, Woltmann, de Lapouge, Chamberlain), contrapponendole alla versione moderna del razzismo biologico di stampo nazionalsocialista. Ed Evola non ha mai incitato allo sterminio degli ebrei. 
A dirlo è lo storico Renzo De Felice che pure per altri aspetti è molto critico con il pensiero del filosofo spiritualista. "Evola – scrive De Felice – respinse più recisamente dell'Acerbo ogni teorizzazione del razzismo in chiave esclusivamente biologica. Imboccata una certa strada, la seppe percorrere, in confronto con tanti che scelsero quella della menzogna, dell'insulto, del completo obnubilamento di ogni valore culturale e morale, con dignità e persino con serietà". 
Ma premesso ciò, e fermo restando che su molti aspetti il pensiero di Evola è discutibile, aver difeso certe sue posizioni e aver sostenuto il suo pensiero deve necessariamente comportare l’ostracismo per un intellettuale che, comunque la si pensi, non può essere certamente considerato un pericoloso estremista come dimostrano gli attestati di stima che Veneziani ha sempre ricevuto da tanti avversari? Una vicenda che fa ancora più "orrore" se paragonata a quella dello psicologo Giancarlo Ricci finito sotto procedimento da parte dell’Ordine degli psicologi della Lombardia per aver sostenuto in una trasmissione tv come la funzione di padre e madre sia essenziale nella crescita del bambino. Denunciato dagli attivisti del mondo Lgbt ora rischia di essere sanzionato dall'Ordine di appartenenza per aver espresso un'opinione, discutibile quanto volete, ma legittima. O è soltanto legittimo sostenere che un bambino debba crescere per forza con una coppia omogenitoriale? Due vicende dunque analoghe, diverse nella forma ma identiche nella sostanza? Mettere il bavaglio e tappare la bocca ai nemici del "pensiero unico"? Ma quanto c'è di davvero democratico in una società che punisce, o addirittura impedisce di parlare, a chi ha il torto di andare "controcorrente"?

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