Roma 2024, campioni olimpici scrivono a Raggi. Ma a che titolo?

08 settembre 2016 ore 16:50, Andrea De Angelis
Da un lato ci sono loro, gli sportivi che ci hanno fatto sognare, esultare, soffrire, urlare in quel di Rio lo scorso mese. Dall'altro il Campidoglio, un sindaco eletto dal popolo sovrano e una serie di problemi/polemiche che ne stanno caratterizzando l'ultima settimana. 

In mezzo ci sono i Giochi Olimpici del 2024, dove Roma è tra le papabili per l'assegnazione finale. Ma, non è un mistero, l'attuale Giunta capitolina non ne vuol sentir parlare: le Olimpiadi la città non può permettersele. Non sono una priorità, semmai un costo. Insostenibile. Apriti cielo: più d'uno ha criticato la posizione di Virginia Raggi, a partire da Roberto Giachetti, candidato sconfitto al ballottaggio, che in campagna elettorale puntò molto anche su questo punto. 
Lo sport, si sa, piace. E molto. Sia praticarlo che seguirlo. Nel primo caso fa anche bene, nel secondo comunque non nuoce di certo alla salute. Ma i conti sono altra cosa, del resto già il Governo Monti si mosse in una simile direzione in tempi non sospetti. 

Roma 2024, campioni olimpici scrivono a Raggi. Ma a che titolo?
Oggi, però, a scrivere al sindaco sono loro. I protagonisti "in campo". Non certo al Campidoglio. Con due lettere, una dai medagliati azzurri a Rio e una personale di Niccolò Campriani, tre volte campione olimpico, gli azzurri si rivolgono a Raggi per non far tramontare un sogno. Una mossa - apprende l'Ansa in ambienti dell'Italia Team - che gli atleti tricolori hanno scelto per convincere il Campidoglio a sostenere la candidatura di Roma 2024. "Saremo felici di poter gareggiare ora, insieme, per conquistare un sogno, una speranza: Roma 2024" scrivono gli azzurri. "Cara Raggi, dia impulso ai nostri sogni e sostenga la candidatura di Roma 2024: gareggiamo insieme per conquistare una speranza" - scrivono i medagliati - "Roma è la nostra Capitale - aggiungono - e tutti noi siamo al suo fianco nelle battaglie che Lei sta conducendo per riportarla agli antichi splendori".

Ma a che titolo scrivono gli azzurri? Cosa c'entrano gli sportivi con le decisioni da prendere in politica? Del resto Malagò lo ha detto più volte: "Noi siamo lo sport, siamo sopra le parti". Nella lettera c'è però, più o meno esplicita, la motivazione: "L'eclatante risultato della Gran Bretagna nel medagliere di Rio è solo uno degli effetti collaterali di questa trasformazione culturale il cui valore non si misura nel numero di ori ma nell'impatto tangibile sul welfare di una società più dinamica". Insomma, Londra 2012 avrebbe fatto benissimo all'Inghilterra. Lo stesso, però, non si può dire ad esempio per la Grecia (vedi Atene 2004). Dunque chi ha ragione? Non spetta a noi dirlo. La decisione, questo è certo, avverrà in tempi brevi.


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