Renzi, devi sapere perché non si tocca il re (di Norvegia)

09 aprile 2016 ore 15:07, Andrea Barcariol
In molti l'hanno paragonata a una gaffe stile Fantozzi. Matteo Renzi, al cospetto del re di Norvegia Harald V giunto in visita a Palazzo Chigi, gli ha distrattamente ha teso la mano, dimenticandosi il protocollo secondo cui devono essere sempre i reali a tendere la mano per primi. E infatti la stretta non è stata ricambiata, il re è rimasto  immobile e ha accennato un sorriso imbarazzato incassando le scuse del premier per l’involontario errore. Una scena che ha ricordato molto quando, nel 2011, Silvio Berlusconi si avvicinò a Re Juan Carlos di Spagna per dirgli qualcosa e nel farlo cercò di toccargli il braccio. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo riprese pubblicamente mimandogli il gesto che non avrebbe dovuto fare. A quel punto l'ex Cavaliere si alzò nuovamente avvicinandosi ancora una volta al re Juan Carlos, dicendogli qualcosa, ma senza toccarlo. Come è noto, infatti, re e regine (come anche l’imperatore del Giappone) non si possono toccare, nè si puo’ stringere loro la mano a meno che non siano essi stessi a fare la prima mossa.

Renzi, devi sapere perché non si tocca il re (di Norvegia)
Una tradizione che affonda le proprie radici nel periodo dei re taumaturghi, (secoli XVII e XVIII) mentre le corti medievali non ci hanno lasciato nessuna indicazione scritta, a ragione dei loro cerimoniali poco rigorosi. A questi re (rigorosamente francesi e inglesi) venivano attribuiti poteri di guarigione dovuti alla natura divina della regalità. Questa stessa natura li rendeva "intoccabili". In quell'epoca i re si limitavano a toccare il malato, pronunciare una preghiera, benedire col segno della croce. Dopo il XV secolo, e solo in Francia, ricorre la frase Il re ti tocca, Dio ti guarisce. Questa verrà mutata nel 1722 con Il re ti tocca, Dio ti guarisca, ponendo una distanza fra la volontà del re e la guarigione della malattia, anche per via del decrescente uso della pratica e dello scettiscismo dell'allora re Luigi XV.




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