Il transgender mette un "Cruz" sui diritti: la scelta choc di Caitlyn Jenner anti-lgbt

09 marzo 2016 ore 12:53, Americo Mascarucci
E chi l’ha detto che essere gay, trans, o transgender in America debba per forza fare rima con Democratico?  Chi l’ha detto che non possa farlo anche con Repubblicano? 
Chiedetelo a Caitlyn Jenner che nelle ultime ore ha scandalizzato le comunità Lgbt americane per aver dichiarato il suo appoggio al candidato repubblicano Ted Cruz, il principale sfidante di Donald Trump. Il senatore del Texas non è certamente un candidato che può piacere anche lontanamente all'universo Lgbt visto che è un ultra conservatore: è un evangelico rigido ed intransigente  fortemente contrario all'aborto, se non nell'eventualità che la gravidanza metta in pericolo la vita della madre e si oppone senza se e senza ma ai matrimoni gay. 
E’ favorevole all'immigrazione soltanto nel caso in cui gli immigrati siano di religione cristiana. In più vuole la pena di morte. Insomma fra lui e Trump a ben vedere le differenze sono molto poche, anzi sotto certi aspetti i due sfidanti sono quasi identici. 
Se Cruz dovesse diventare presidente degli Usa, le possibilità per gay e trans di veder ampliata la sfera dei propri diritti si ridurrebbero del tutto come del resto dimostrano anche certe dichiarazioni del candidato contro le ingerenze delle lobby gay nella politica americana.
Inoltre in una recente intervista parlando proprio del transessualismo, Cruz ebbe a dichiarare: "Io sono padre di due bambine, Caroline e Catherine. Non voglio che le mie figlie facciano la doccia con dei ragazzini quando andranno alle scuole medie".

Il transgender mette un 'Cruz' sui diritti: la scelta choc di Caitlyn Jenner anti-lgbt
Adesso la donna trans più famosa e popolare d’America, non soltanto esprime preferenze per i repubblicani ma addirittura per il conservatore Cruz. La comunità Lgbt naturalmente si è indignata perché si sa, quando qualcuno non segue il "pensiero unico dominante" automaticamente perde anche il diritto di rappresentare un mondo, in questo caso l’universo trans gender che proprio in Caitlyn Jenner trova uno dei suoi simboli. 
Un po’ come avvenuto in Italia a Platinette colpevole di aver mosso critiche nei confronti di Papa Francesco e aver manifestato stima e ammirazione per il predecessore Benedetto XVI. Che come tutti sanno non è stato mai amato dal mondo gay. 
Cruz ovviamente per le sue idee è considerato dalle lobby Lgbt americane un pericoloso bigotto e dunque un nemico da combattere. La sua elezione è vista come un pericolo da scongiurare ad ogni costo. 
Non per Jenner l’ex decatleta che ha annunciato la sua transizione da maschio a femmina nel 2015. 
"Abbiamo bisogno di posti di lavoro. Abbiamo bisogno di una vivace economia. Voglio che ogni persona trans abbia un lavoro. Il socialismo non ha costruito questo paese. Il capitalismo lo ha fatto" ha dichiarato.
Incredibile ma vero.  Chissà che ne pensano in Italia gli animatori delle piazze Arcobaleno? Anche da noi se un gay, un trans ecc. dichiara di votare ad esempio per la Lega di Salvini o per altri partiti di destra è guardato come un alieno e considerato alla stregua di un corpo estraneo: E per certi versi i vari Salvini, Storace, Meloni sono in fondo più moderati dell’ultraconservatore Cruz. O forse molto più semplicemente non sta scritto da nessuna parte che non si può non essere di sinistra se si è gay o trans gender. 
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