Ecco perché Samsung cresce (+5,6%) dopo il disastro Galaxy Note 7

09 ottobre 2016 ore 14:22, Adriano Scianca
Samsung vola: i risultati del terzo trimestre 2016 del gruppo coreano vedono una crescita del 5,6% a 7.800 miliardi di won (circa 7 miliardi di dollari) contro i 7.400 miliardi registrati durante il Q3 2015. Soltanto con il dettaglio dei risultati che sarà reso pubblico a fine ottobre si potrà sapere con precisione quanto il caos batterie dei Galaxy Note 7 abbia pesato sul trimestre appena chiuso. La prossima trimestrale, secondo gli analisti di Wall Street, sopporterà gran parte del peso dei richiami di 2,5 milioni di phablet. Gli analisti prevedono un calo dei profitti di circa 1 miliardo di dollari. 

Ecco perché Samsung cresce (+5,6%) dopo il disastro Galaxy Note 7
Le perdite dovrebbero comunque essere compensate, o almeno fortemente attenuate, dalla divisione chip del gruppo, precisamente la produzione di memoria RAM e di schermi OLED. Il meccanismo è circolare e può suonare paradossale: dovendo sostituire 2,5 milioni di telefoni, Samsung ha fatto volare il settore delle RAM. Si è creata così una carenza di scorte che ha alzato il prezzo delle singole unità e, così facendo, ha alzato anche i profitti di Samsung. 

Tutto questo mentre, a causa del recente incendio di un Galaxy Note 7 sostituito a bordo di un aereo, poi evacuato, è possibile che Samsung proponga una seconda ondata di richiami. Alla luce di queste previsioni assume spessore l’ipotesi secondo cui Samsung abbia ceduto la divisione stampanti a Hp per incamerare quattrini, un miliardo di dollari che sicuramente tornerà utile nei prossimi mesi. 

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