Dopo la Boldrini, uno storico americano contro i monumenti fascisti

09 ottobre 2017 ore 14:05, Luca Lippi
Un docente americano di storia Italiana ha ripreso l’interrogativo di una signora statunitese: "Perché così tanti monumenti fascisti sono ancora in piedi in Italia?". Lo storico Ruth Ben-Ghiat, docente di Storia e Studi italiani presso la New York University, ha scritto un articolo su un sito intitolandolo con lo stesso interrogativo della curiosa signora americana. 
Nell’articolo si sottolinea l’evidenza che differenzia l’Italia da altri Paesi. In Italia non c’è mai stata una determinazione a rimuovere i segni del regime e molte di queste testimonianze sono state mantenute. Particolare riferimento, nell’articolo, viene fatto al Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur, che viene descritto come "una reliquia di un'aberrante aggressione fascista", e si nota come "lungi dal prendervi le distanze in Italia viene celebrato come un'icona modernista": nel 2004, ricorda lo storico, fu riconosciuto "sito di interesse culturale", nel 2010 fu completata una parziale ristrutturazione e cinque anni dopo la casa di moda Fendi vi trasferì il suo quartier generale (fonte Ansa).
Dopo la Boldrini, uno storico americano contro i monumenti fascisti

La provocazione non è altro che la diretta conseguenza di un dibattito in corso negli Usa su statue e simboli del passato confederato. Ovviamente ne è emerso un dibattito che si è prolungato anche su Facebook (il magazine che ha pubblicato l’articolo ha anche una pagina sul noto social). Dai vari botta e risposta non è mancato il riferimento a una giusta differenziazione fra opere come statue o mezzibusti e veri e propri progetti architettonici di diversa natura e ispirazione. Sta di fatto, che non sarà certo comprensibile l’abbattimento della Farnesina (sede del ministero degli Esteri) solo perché è di architettura fascista!

Il PRECEDENTE: BOLDRINI
Sull’argomento, a luglio scorso, si era espressa anche la terza carica dello stato che con queste parole ha ritenuto di liquidare la questione: “Ci sono persone che si sentono colpite da questo, a volte anche offese. Quando ho accolto i partigiani alla Camera, in occasione del Settantesimo anniversario dalla Liberazione- spiega- alcuni di loro hanno evidenziato questo stato di cose dicendo che non accade altrettanto in Germania dove i simboli del nazismo non ci sono più. Questi vecchi partigiani si sentono ancora offesi da questo. Io rispetto la loro sensibilità. È evidente che in Italia questo passaggio non c’è stato, in Germania sì. Però non possiamo sottovalutare nemmeno il fatto che ci sono alcune persone che hanno dedicato la loro giovinezza a liberare il loro Paese che si sentano poco a loro agio quando passano sotto certi monumenti. Lo abbiamo visto nel corso degli ultimi tempi, dal cimitero a Milano alla spiaggia di Chioggia, lo abbiamo visto con le liste elettorali che si sono presentate con il fascio littorio. Vediamo movimenti di ispirazione fascista che fanno irruzione nei Consigli comunali. Penso che questo stia diventando un tema da non sottovalutare più. A prescindere dal provvedimento, e non entro nel merito, ritengo che lo Stato non possa ignorare queste provocazioni e quindi mi sembra giusto seguire con attenzione quello che sta accadendo. Noi abbiamo ad oggi il reato di apologia e quindi quello va fatto rispettare. Dopodiché vedremo le sorti del provvedimento di Fiano”.

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autore / Luca Lippi
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