I nuovi patrimoni dell'Unesco, in Italia mura veneziane e faggete: dove sono

10 luglio 2017 ore 17:38, intelligo
L'Italia si conferma leader mondiale in fatto di cultura: sono diventati 53 i siti italiani patrimonio dell’umanità, iscritti nella prestigiosa lista dell'UNESCO. 
Alla 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, che si è svolta a Cracovia l'8 luglio 2017, è stato deciso che possono entrare di diritto nella lista dei siti patrimonio Unesco anche «le antiche faggete e le Opere di difesa veneziane». 

IL PRIMATO MONDIALE - Salgono a 53 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, per l'Italia un vero e proprio primato mondiale: "Questo importante risultato  conferma il forte e pluriennale impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco. Un'opera preziosa che consente al nostro Paese di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale", ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. 
I nuovi patrimoni dell'Unesco, in Italia mura veneziane e faggete: dove sono
LA CANDIDATURA - Alla riunione UNESCO di Cracovia erano presenti tutti i fautori della proposta della candidatura italiana: il MiBACT, i Sindaci dei Comuni coinvolti, gli esperti e i tecnici che fin dal 2008 lavoravano a questo progetto. Infatti "Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di mare occidentale" è un sito transnazionale che era stato già candidato nel 2016 dall'Italia insieme con Croazia e Montenegro all'Unesco di Parigi. 
"Il risultato odierno è frutto del grande sforzo diplomatico della Farnesina, unito alla competenza tecnica degli esperti del ministero dell'Ambiente e dei consulenti dell'Università della Tuscia presenti a Cracovia: un grande lavoro di squadra», ha affermato il Ministro Angelino Alfano (Sole 24 ore). 

DOVE SONO - Ma dove si trovano questi nuovi siti italiani identificati come patrimonio dell'umanità? 
Le Opere di difesa veneziane sono delle fortificazioni che si estendono per oltre mille chilometri dalla Regione Lombardia fino alla costa orientale adriatica e sono conosciute come fortificazioni "alla moderna", esse raccolgono l'insieme dei più moderni sistemi difensivi ideati dalla Repubblica di Venezia, e sono presenti a Bergamo, Palmanova, e Peschiera del Garda. 
La opere di difesa create dalla Repubblica di Venezia sono di eccezionale importanza storica, architettonica e tecnologica. Nella seconda parte del XV secolo, per ovviare alla novità tecnologica delle artiglierie, si iniziarono a seguire delle nuove pratiche per la costruzione delle mura di difesa, novità che influenzò per secoli l'urbanistica delle città in tutta Europa.
Lo sviluppo dell'artiglieria divenuta ormai portatile, mise in discussione le tradizionali fortificazioni che erano costituite da muraglie perpendicolari al suolo, relativamente sottili e spesso molto alte, portando all'elaborazione di modelli di fortificazione completamente nuovi, costrite in base allo studio delle linee di tiro e dai principi di copertura e tiro d'infilata. E' proprio nella città di Venezia, in piena espansione nella terraferma e occupatissima a difendere i propri possessi nel Levante dalla marea turca, che le novità furono accolte al più presto. 
Le faggete vetuste, invece, si estendono dalla Toscana alla Calabria, 2000 ettari di terreno ricco di piante secolari riconosciute come patrimonio dell'umanità dall'Unesco: la vegetazione predominante è costituita da una fustaia di faggio vetusta, si tratta di faggi secolari provenienti da ben 12 Paesi ( Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina). Le faggete italiane  fanno parte della riserva di Sasso Fratino, nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, nel Parco naturale di Bracciano-Martignano, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e, in Puglia nel cuore del Parco nazionale del Gargano. Tra Basilicata e Calabria c'è la Foresta vetusta di faggio di Cozzo Ferriero del Parco nazionale del Pollino, che si estende per circa 70 ettari, con piante di quattro secoli. 

di Giulia Rossi

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