G7 Taormina, coppola e pregiudizio in foto. Doveva essere la "toppa" di Renzi

11 aprile 2017 ore 13:27, Andrea De Angelis
Avrebbero potuto scegliere il mare, il sole. Ma anche la storia, le tradizioni. La ricchezza di un'isola unica, considerata giustamente tra le più belle del mondo. Invece per il G7 di Taormina c'è l'immagine di un uomo, coppola in testa e sigaretta in bocca, che lancia uno sguardo facilmente traducibile a una donna coperta da un ombrellino. Il sole almeno c'è, il resto è certamente opinabile. Così è polemica sull'immagine che dovrebbe essere ricordata come quella dell'attesissimo vertice di Taormina tra i sette grandi della Terra. Il primo di Trump, ma anche di Gentiloni. Così come di May e di quello che sarà il successore di Hollande. 

G7 Taormina, coppola e pregiudizio in foto. Doveva essere la 'toppa' di Renzi
LE CRITICHE ALL'IMMAGINE
A finire al centro delle critiche sarebbe dunque lo stereotipo dell'uomo con la coppola, il conquistatore latino e la donna che abbassa lo sguardo. Maschilista? Forse. Un richiamo alla criminalità organizzata? Può essere. Di certo gli stereotipi li conosciamo tutti e una simile immagine non li cancella. Anzi. Però la critica basata solo sugli stereotipi può apparire un po', diciamo così, scontata. La coppola non può e non deve essere considerata solo "mafiosa". A vedere bene c'è dell'altro che convince poco. Di fatto lì, a Taormina, si discuterà del futuro del mondo. Mai come oggi la minaccia di un terzo conflitto mondiale è reale, dunque ci si poteva attendere un'immagine meno "cinematografica". Più reale. Ecco, diciamo reale almeno quanto il mar Mediterraneo e quei morti che gridano vendetta.

LE PAROLE DI RENZI
Quando l'allora premier Matteo Renzi comunicò il nome di Taormina (inizialmente il vertice era stato pensato in quel di Firenze) tra i motivi del cambio di scelta, citò le parole di un leader internazionale in occasione di un precedente vertice che con una battuta aveva evidenziato il suo pregiudizio nei confronti della Sicilia additandola come terra di mafia. Affermò che quelle parole lo avevano convinto a fissare il G7 proprio in Sicilia. Il rischio, adesso, è che quel pregiudizio non solo rimanga, ma possa aumentare. Doveva essere la "toppa" messa dal premier allo stereotipo del suo "collega", ma non sembra così. E poi come spiegare la scelta di mettere una sigaretta in bocca al personaggio maschile? Non c'è bisogno di elencare i danni del fumo. Li conoscono ormai in ogni angolo del pianeta.

L'IRA DI ARDIZZONE
Si dice "indignato" anche il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone. "Oggi stesso - spiega Ardizzone, così come riportato da Repubblica - manderò una lettera formale di protesta al premier Gentiloni". Poi si sfoga: "Agli attacchi delle tv nazionali mi sono abituato, ma non rassegnato. Di certo non avrei mai immaginato di dover prendere le distanze da uno spot per il prossimo G7. Mi auguro si sia trattato di un errore e per questo chiederò formalmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri di ritirarlo. Alimentare i soliti stereotipi sui siciliani non giova a nessuno, figuriamoci ad un'Italia che intende ripartire".

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