BlaBla Car in partnership con Axa: cosa cambia per gli utenti

12 gennaio 2016 ore 9:25, Andrea De Angelis
Altro che tentativo azzardato e sperimentale. La condivisione di auto private sta diventando sempre più una consolidata realtà nel panorama dei trasporti, Italia compresa.

Se fino ad oggi il neonato sistema di car sharing si trovava a soffrire di problematiche di tipo burocratico, legate alle coperture assicurative, la recentissima partnership tra la stessa BlaBla Car e l'agenzia di assicurazioni francese Axa si promette di eliminare alla base l'inconveniente e di porsi come movente per una condivisione sempre più diffusa e sempre più sicura. L'accordo raggiunto tra le due aziende consentirà entro breve di avere una copertura assicurativa, aggiuntiva rispetto alla Rca, finalizzata a minimizzare i rischi in caso di condivisione frequente del veicolo e totalmente priva di costi aggiuntivi per i fruitori del servizio. [IMAGE:RIGHT]Chiunque decida di votarsi alla community BlaBla Car per effettuare viaggi che comprendano la presenza di almeno un passeggero riceverà cioè compreso nel prezzo un insieme di servizi dedicati all'assistenza stradale e al soccorso in caso di incidente, che esulano da quanto garantito dalla normale assicurazione Rca e che risultano in grado di rendere i lunghi viaggi condivisi ancora più sicuri e privi di preoccupazioni. 
Ulteriore incentivo ad ottimizzare ferie, partenze e viaggi, il nuovo servizio di BlaBla Car è sicuramente destinato ad incontrare i favori di un numero di clienti sempre maggiore

BlaBlaCar è dunque una piattaforma web di ride sharing che opera in 14 Paesi. Con oltre 10 milioni di membri è la più utilizzata al mondo. Nel 2006 Frédéric Mazzella, attraverso la appena fondata Comuto S.A., acquista la piattaforma web Covoiturage.fr, nata due anni prima su iniziativa di Vincent Caron, che permetteva a utenti registrati di entrare in contatto per viaggiare su di un'unica auto dividendo le spese.
La Comuto, i cui introiti, in origine, provengono essenzialmente da un servizio parallelo di car pooling aziendale a pagamento, sviluppa la piattaforma web, incrementa il numero di utenti (all'inizio intorno ai 10.000) e nel corso degli anni ne espande il raggio d'azione a gran parte d'Europa sotto l'unico nome di BlaBlaCar: dal 2009 opera in Spagna, dal 2011 (quando raggiunge il milione di utenti) nel Regno Unito, dal 2012 in Italia, Portogallo, Polonia e Benelux, dal 2013 in Germania, dal 2014 in Russia, Ucraina e Turchia, dal 2015 in India.
Il successo dell'iniziativa di BlaBlaCar, che ha pressoché monopolizzato il mercato del settore in Europa, è dovuto al notevole investimento effettuato nella piattaforma web, dai riscontri generalmente positivi tra gli utilizzatori e dal passaparola e la pubblicità attraverso i media che ne ha esaltato l'economicità, l'ecosostenibilità e la socialità




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