"Buona Scuola" sì, ma scende in piazza contro Renzi: uova, fumogeni e scontri (VIDEO)

13 novembre 2015 ore 13:29, Americo Mascarucci
'Buona Scuola' sì, ma scende in piazza contro Renzi: uova, fumogeni e scontri (VIDEO)
Il mondo della scuola nuovamente sul piede di guerra contro la riforma del Governo Renzi che, incredibilmente, è stata ribattezzata dall’Esecutivo “Buona scuola”. 

Una riforma che non piace a studenti e insegnanti dal momento che concede poteri quasi assoluti ai presidi in ordine alla definizione dei programmi didattici e alla chiamata dei docenti
Proteste che a Milano e a Napoli sono sfociate in episodi di violenza.  

Nel capoluogo lombardo da registrare il ferimento di un professore di lettere alla testa durante uno scontro fra poliziotti e manifestanti. Come era prevedibile il docente ferito ha accusato la Polizia di aver caricato il corteo e manganellato i manifestanti senza che dall’altra parte sia stato fatto nulla che potesse giustificare il ricorso all’uso della forza. Sarà davvero così? A Napoli invece a restare feriti sono stati due studenti e due rappresentanti delle forze dell’ordine. Pare che i ragazzi si siano avvicinati al cordone di sicurezza formato dalla Polizia a viso coperto, con caschi e scudi di polistirolo e lanciando petardi contro gli agenti che avrebbero reagito disperdendo il corteo dopo che alcuni poliziotti sono stati feriti. A Torino sono state  lanciate uova contro la sede del Miur di corso Vittorio Emanuele.

Lo sciopero della scuola è stato indetto da Cobas, Unicobas, Anief e Cub. 
A Roma gli studenti hanno protestato davanti Montecitorio dove sono stati accesi diversi fumogeni colorati e scanditi slogan contro i politici. Sul tappeto i tanti nodi introdotti dalla riforma che, a detta delle organizzazioni sindacali, non offrirebbe risposte alle emergenze della scuola in ordine alla stabilizzazione dei precari e all’aumento del rinnovo contrattuale nel comparto giudicato umiliante per l'aumento medio di otto euro lordi al mese. 

Si tratterebbe secondo i sindacati soltanto di un primo assaggio. Infatti nelle prossime settimane sono annunciati nuovi cortei in tutte le città italiane. Il Governo dal canto suo però sembra deciso ad andare avanti.

La partita, spiegano gli organizzatori dello sciopero, è contro la legge 107 e ciò che rappresenta: "Una legge che non si è chiusa con la sua approvazione in Parlamento: la riforma nella maggior parte delle scuole deve essere ancora applicata e noi saremo presenti con tutte le nostre forze per impedirlo - attaccano i leader della protesta  - La “Buona Scuola” di Renzi, infatti, ci ricorda più una fabbrica di lavoratori ubbidienti che un luogo di formazione. Noi vogliamo una scuola che sia basata sulla condivisione dei saperi, sulla formazione di una coscienza critica nei giovani; vogliamo una scuola che metta al centro la cooperazione tra i soggetti e non la competizione e la concorrenza". 



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