Radici dell'Europa nel Dna dei sardi: ancora "vivi" geni di 12mila anni fa

14 febbraio 2017 ore 15:04, Andrea De Angelis
Tenetevi forte, la storia che stiamo per raccontarvi riguarda sì la Sardegna, ma saprà emozionare ogni singolo abitante dell'Europa. Perché è una storia che partendo dal Dna intreccia passione, romanticismo, ma anche e soprattutto scienza e genetica. Ha a che fare con l'antropologia, con una terra ricca di colori e sapori, di sacrifici e gioie. Di storie. Questo e molto di più è la Sardegna, isola felice e troppo spesso dimenticata da una penisola che la tratta come sorellastra. Vittima di stereotipi infantili, salvo poi essere riscoperta per le vacanze estive. Oggi per conoscerla arriva anche il Dna, quel patrimonio genetico che permetterà a chi avrà voglia di farlo di tornare indietro di oltre cento secoli. Per un'esperienza indimenticabile e indimenticata. 

Il Dna sardo
A permetterci di entrare nel patrimonio genetico è l'articolo ben scritto dall'Ansa che spiega come il Dna dei più antichi abitanti della Sardegna continua a vivere a distanza di oltre 12.000 anni: l'eredità genetica di quei primitivi cacciatori e raccoglitori, giunti sull'isola dal Vicino Oriente e dall'Europa Occidentale sul finire del Paleolitico, è stata scoperta nel genoma dei sardi moderni grazie ad un maxi studio coordinato dall'Università di Pavia e dall'Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica (Irgb) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). I risultati, pubblicati sulla rivista Molecular Biology and Evolution, dimostrano che l'isolamento plurimillenario ha reso il Dna dei sardi unico in Europa e capace di svelare importanti indizi sul suo popolamento.
"Finora si pensava che i primi agricoltori, giunti in Europa tra 12.000 e 8.000 anni fa, avessero spazzato via le più antiche popolazioni di raccoglitori e cacciatori", spiega all'Ansa Alessandro Achilli, professore associato di genetica all'Università di Pavia. "Con questo studio genetico sui sardi, invece, abbiamo dimostrato - prosegue - che nelle popolazioni europee moderne è ancora possibile trovare tracce importanti degli antenati paleolitici, il cui pool genetico potrebbe essersi conservato soprattutto nell'area del Mediterraneo, in corrispondenza del rifugio franco-cantabrico nei Pirenei e in Italia".

Radici dell'Europa nel Dna dei sardi: ancora 'vivi' geni di 12mila anni fa
Lo studio
Lo studio più ampio relativo agli umani è proprio quello condotto in Sardegna, che ha portato ad analizzare il Dna mitocondriale (cioè il Dna esterno al nucleo della cellula e che viene ereditato per via materna) di 3.491 sardi moderni e di 21 sardi antichi, provenienti da siti archeologici datati da 4.000 a 6.000 anni fa. I dati molecolari così ottenuti sono stati poi confrontati con un database mondiale di oltre 50.000 genomi moderni e circa 500 antichi: tra questi anche il famoso uomo di Similaun, Oetzi, che non ha mostrato di avere particolari 'parentele' con il popolo sardo, al contrario di quanto ipotizzato in precedenza. La scoperta, ricorda puntualmente l'Ansa, è frutto di un ampio progetto di ricerca chiamato Italgenomics, ideato insieme all'Università di Perugia nel 2012 con l'obiettivo di ricostruire la storia dell'Italia confrontando il Dna antico e moderno di persone e animali domestici.

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