"Sveliamo l'arte e la bellezza italiana": Bovalino presenta il manifesto contro l'Occidente economico

19 febbraio 2016 ore 16:15, Andrea De Angelis
Il sociologo Guerino Nuccio Bovalino, ricercatore CEAQ Sorbonne, racconta a IntelligoNews come il progetto Sveliamo l’arte e la bellezza italiana, al quale il nostro quotidiano ha aderito, sia frutto di una riflessione avviata come gruppo di "Cultura e Identità", formato da Andrea Barchetta, Vittorio Guastamacchia, Giovanni Lullo e Claudio Vernarelli, con il direttore de IlGiornaleOFF Edoardo Sylos Labini e i collaboratori dello stesso Emanuele Ricucci e Angelo Crespi. Al progetto ha aderito tra gli altri anche Vittorio Sgarbi. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta...

'Sveliamo l'arte e la bellezza italiana': Bovalino presenta il manifesto contro l'Occidente economico
Come nasce questa idea?
"Come provocazione nei confronti dello sfregio avvenuto nei confronti della nostra arte in occasione della visita del presidente iraniano. Le opere d’arte inscatolate per non offendere un leader straniero, e soprattutto per non creare problemi agli accordi economici in corso, rappresentano una resa all'apparenza simbolica ma invece tremendamente concreta della nostra cultura. Cultura che nella declinazione artistica nelle svariate espressioni rappresenta il collante esistenziale di una comunità".

Come possono partecipare i nostri lettori?
"Innanzitutto mi permetta di ringraziare IntelligoNews e il suo direttore Fabio Torriero per l'adesione. Dal 20 febbraio, giorno in cui fu pubblicato sulla prima pagina de Le Figaro il Manifesto del futurismo, simbolo del genio italiano declinatosi in ogni campo del sapere, invitiamo coloro che credono nella forza rivoluzionaria e ribelle della nostra arte ad inviare sulla pagina Facebook dell’iniziativa “Sveliamo l’arte e la Bellezza italiana“, con l’hashtag #sveliamolarte,  le foto di opere d’arte, monumenti, libri e opere di artigianato che fanno parte della storia passata, presente e futura del genio italiano".

Benedetto XVI diceva che la religione è attaccata da due nemici opposti ma simili, ovvero fondamentalismo e laicismo. Possiamo dire lo stesso, seppur in termini diversi, per la cultura artistica?
"Assolutamente sì. Con questo manifesto vogliamo mettere in guardia gli italiani dall’indifferenza verso il nostro patrimonio artistico, non solo dal punto di vista materiale ma anche intellettuale. Soprattutto in un momento storico nel quale subiamo un attacco vergognoso del terrorismo alla nostra arte occidentale in generale, dei fondamentalismi alla nostra libertà e di noi stessi, come individui che appartengono a una società suicida che si preoccupa più di salvaguardare le banche e le astratte forze legate alla finanza che la propria essenza vitale: l’arte con la bellezza che essa incarna".

Nel mirino finisce l'Occidente?
"Oggi più che mai serve una psicoanalisi dell'Occidente perché esso è smarrito e malato. Bisogna capire la causa di questa malattia e quali sono le cure. Finché ci preoccuperemo solo della crescita economica e non della nostra storia e di quella che definirei la verità culturale non potremo avere cure efficaci. L'Occidente ha una ricchezza estrema che esplicita la stessa arte, basta vederne le grandi contraddizioni. Però ha un grande merito l'Occidente: l'essere una metacultura. La sua grande capacità è di far condividere le differenze, gli opposti e tutto questo si esplicita nell'arte". 

L'arte è anche il più grande linguaggio universale conosciuto dall'uomo. Leggevo sul vostro manifesto che "l'arte non è potere, ma potenza". Eppure...
"Il punto è proprio questo. Se l'Occidente viene visto non solo come il luogo della libertà intesa in maniera astratta, ma anche come luogo di metacultura l'Italia è l'espressione massima di questo perché ha il patrimonio artistico più importante del pianeta. In un momento storico in cui c'è bruttezza, crisi di valore e di ideologie l'unico linguaggio davvero universale, l'unico medium capace di farci da guida è l'arte. La bellezza cioè, la cultura, ma non intese come un paradigma ideologico o ideale, ma come espressione della libertà nelle sue contraddizioni". 

Perché nelle scuole la storia dell'arte spesso è considerata una materia di seconda categoria? A volte i genitori non vanno neanche dal professore durante il ricevimento...
"Lì manca una cosa, lo spostarsi con un pullman di qualche chilometro per fare delle lezioni di storie dell'arte vivendola. Guardandola, toccandola. Manca questo, il non insegnarci a capire che siamo immersi in quelle opere che studiamo su un libro. Non ci spiegano che i nostri occhi non devono stare in basso sui libri, ma alzarli per avere delle schegge di quest'arte su di noi, pronte a darci una dimensione intellettuale che ci formerebbe in modo diverso e sicuramente migliore". 

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