Sciopero scuola venerdì 20 maggio, in corte per Roma tutti i sindacati (meno uno)

19 maggio 2016 ore 17:37, Luca Lippi
Nel giorno in cui hanno avuto inizio le prove scritte per il concorsone della scuola in tutta Italia hanno annunciato lo sciopero che si terrà il 20 maggio (in origine era il 23 maggio), la protesta è contro la “Buona Scuola”. La mobilitazione è prevista su diverse piazze nazionali ed è stato proclamato da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal e coinvolgerà tutto il personale della scuola (docente, educativo, ATA e dirigente).
Il 20 maggio scioperano anche i lavoratori di Università, enti di ricerca e Afam: la Flc-Cgil e la Uil-Rua (non la Cisl) hanno proclamato la mobilitazione nazionale di tutto il personale che lavora nei diversi atenei, negli enti di ricerca e nell’Alta Formazione Artistica e Musicale. 

Sciopero scuola venerdì 20 maggio, in corte per Roma tutti i sindacati (meno uno)

Fanno sapere i rappresentanti di Flc-Cgil e Uil-Rua: “La situazione di questi settori, anch’essi privi di contratto da oltre 7 anni, con una crisi decennale di finanziamenti, un esplosivo problema di precariato e il mancato turn-over, ha bisogno di soluzioni immediate. L’Università ha perso quasi un miliardo di finanziamenti pubblici, ha visto ridursi del 25% in pochi anni le immatricolazioni e ha perduto circa il 20% del proprio organico complessivo. Per gli Enti Pubblici di Ricerca, poi, serve un investimento strutturale che non può essere sostituito dal sostegno a eccellenze vere o presunte, costruite magari con finanziamenti mirati. L’Afam, infine, mortificata da una riforma che dopo 17 anni ancora non vede il traguardo, rivendica l’allineamento al sistema universitario, la stabilizzazione dei precari, l’emanazione dei regolamenti per il reclutamento, lo sviluppo e la programmazione del sistema artistico, musicale coreutico, la statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati”.
I sindacati hanno poi messo al centro dello sciopero del 20 maggio la necessità di archiviare definitivamente il lavoro precario con il riconoscimento pieno di chi ha maturato diritti all’impiego per aver prestato servizio per almeno 36 mesi (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea) da supplente e per aver acquisito titoli validi alla stabilizzazione. Viene sottolineato il tema della valorizzazione della professione docente, centrata (diversamente da quanto prevede la legge 107) sulla valutazione del lavoro collegiale e sull’impegno individuale, alleggerito dagli attuali eccessi burocratici attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. 
Il salario va ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal sottolineano che la “chiamata diretta” dei docenti da parte del Dirigente scolastico è incompatibile con la libertà d’insegnamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione. 
E sempre in merito alla dirigenza scolastica, non è più accettabile la sperequazione con quella pubblica, né il sovraccarico di incombenze e responsabilità cui fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite. Vengono infine richiesti maggiori investimenti nell’istruzione per colmare la differenza con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli di 1 punto di PIL.

autore / Luca Lippi
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